Ho iniziato, da poco, una nuova avventura professionale, per conto della società di formazione ABEA Srl. Sono docente di un corso di cucina di 80 ore.

Il programma che dovrò portare avanti con gli studenti è articolato e comprende diverse ore di teoria in aula ed esercitazioni pratiche in cucina. Con la teoria siamo partiti dal layout della cucina, delle mansioni dei componenti della brigata, dalle regole di conservazione e stoccaggio. Un collega esperto di legislazione e contratti ha illustrato le norme di igiene e sicurezza, incluso HACCP, che è obbligatorio per il settore alimentare, per gli operatori che manipolano il cibo.
Già nella prima settimana siamo entrati nel vivo dell’attività pratica, che prevede che si affrontino i fondamenti della cucina: salse e basi, pasta secca e fresca, verdure, carne e pesce, tagli e cotture, nozioni di pasticceria, ma anche menù e food cost. Insomma è un programma completo, utile a costruire una conoscenza di base del lavoro di cuoco.

Il corso rilascia un attestato di frequenza, a patto di frequentare almeno l’80% delle lezioni. È gratuito per i partecipanti ed è volto alla riqualificazione professionale. Questo è uno dei motivi, che mi hanno spinto a entrare nella squadra di Abea, la possibilità di aprire nuovi orizzonti lavorativi, a persone che si affacciano al lavoro di cucina, senza magari averne un’esperienza pregeressa. È stimolante, creativo, umanamente impegnativo, talvolta demoralizzante, ma più spesso mi fa sentire utile.










Tra i crostacei il granchio è forse il meno comune alle nostre latitudini. Ma in oriente e negli Stati Uniti ne ho fatto un abuso. Ne ho cucinati e mangiati a centinaia. La mia ricetta è piccante e speziata. Nei nostri granchi non c’è tantissima sostanza, date le dimensioni contenute, ma il sapore è intenso, è puro mare. Un mix calibrato di piccantezza e di spezie profumate, come si dice, è la morte sua. Ho cotto i granchi in casseruola con peperoncino fresco thailandese, zenzero, aglio, cipollotto, scalogno, lemon grass, pepe di sichuan e olio di sesamo, ho stufato per circa mezz’ora e poi ho lasciato riposare, coperto, per qualche ora, in modo che si insaporissero al massimo.
Tra la logistica per la consegna dell’olio, una serie di prove di reference internazionali, con relative foto, per cui ho una scadenza, improrogabile, giovedì e – non ultima – la cena di Natale, che da due anni preparo per un carissimo amico, ho decisamente la settimana piena. Sto facendo, per la prima volta in vita mia, il countdown alle vacanze, o meglio, a un periodo di nulla cosmico sul divano.
Oggi scatta la spesa grossa, tra traffico, pioggia e bolgia da mese di dicembre, penso che ci impiegherò tutta la mattina. Il tempo scarseggia e lo stress incalza e, se c’è una cosa che non mi caratterizza, è la capacità di mantenere la calma.












