LA MIA GIORNATA MILANESE TIPO…

Il rientro dalla Puglia è sempre un dramma, in qualsiasi stagione. Passo, in poco più di un’ora, da vento, alberi a perdita d’occhio e odore inteso di terra umida, a un mix di suoni e rumori, che saranno la mia colonna sonora milanese quotidiana. Ma soprattutto passo da sveglie naturali all’alba e lavori fisici all’aperto, al trillo molesto del telefonino, a km percorsi da un capo all’altro della città, con mezzi vari e mille cose dette, da ricordare con precisione svizzera. Appena atterrato e già 3 visite a potenziali clienti per le mie conseve, un amico – con cui ho delle collaborazioni – incontrato, per nuovi progetti e un cliente attivo visitato, 2 Bloody Mary per salutare gli amici… Altro? Ciao Milano. Meno male che c’è la contropartita dell’adrenalina a 1000, che quando non c’è mi manca, ma quando c’è mi intossica. Bentornato a casa 1. Casa 2 già mi manchi.

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RAGÙ DI POLPO

Tra un’aratura e una semina devo trovare anche il tempo di dedicarmi ala cucina. Mi sono talmente immerso nel progetto dei prodotti Zerodue, che ho un po’ messo in secondo piano il mio core business e anche la cucina. In realtà idee di ricette ne ho tante. Devo solo trovare la tranquillità di provarle e adattarle. Tra una decina di giorni sarò impegnato in una fiera e dovrò cucinare live, quindi sto mettendo a punto una ricetta per una pasta con ragù di polpo e qualche ingrediente Zerodue, che non vorrei far mancare nei piatti dei miei eventi, per personalizzare anche delle ricette classiche o basiche e con pochi ingredienti.

Vorrei puntare sul polpo, che in genere è gradito a tutti i palati ed è anche relativamente poco utilizzato, come condimento per la pasta.

Per il ragù di polpo si procede cosi:

Cuocere il polpo. Io prediligo la bassa temperatura, per 24 ore 56°. Il secondo procedimento prevede la preparazione della salsa. La Zerodue, che produco da pomodori maturati nell’orto al sole, è già salata con sale di miniera e aromatizzata con origano. Non aggiungo altro e la lascio cuocere lentamente in casseruola. Taglio il polpo a pezzetti e lo metto nella salsa a insaporire. Scaldo prima di utilizzarlo per condire la pasta. Semplice no?

TURISMO ESPERIENZIALE, LA NUOVA FRONTIERA DELLA VACANZA INTELLIGENTE

Certe volte si intuiscono le tendenze, senza rendersene conto. Io la vita di campagna l’ho sognata, immaginata e progettata e, oggi, sono in grado di vivere questa avventura, a metà tra lavoro e scarico, immediato, delle tensioni emotive. Oggi gli esperti di turismo e hospitality hanno dato un nome a questo fenomeno: turismo esperienziale. E realizzare che, con i miei racconti, ho contagiato gli amici, quelli che il cervello lo muovono tanto, ma le braccia molto meno, è stata una scoperta che mi ha reso felice. Di accumulo di stress sono un esperto, il lavoro e la vita milanese sono impegnativi, ma mi basta una fuga sul mio terreno, a seminare o raccogliere i limoni e, in pochissimo, mi scatta il relax totale. Così due amici che sono stati a trovarmi questa estate, mi hanno chiesto di venire da me qualche giorno, in Puglia, per lavorare sul terreno. Mi fa sorridere e, nel contempo, mi fa piacere pensare che questa esperienza possa far bene alla testa, allo spirito e al corpo e anche all’amicizia. Saranno le affinità elettive? Forse, intanto li aspetto e vediamo…prima o poi riusciremo a far coincidere le agende

ORTI 02 VERSIONE 2.0


Da quando ho dato una concretezza all’idea di un brand di prodotti di mia produzione, ho dovuto anche rivedere la semplicità dei miei orti salentini. Per quello che producevo, mi bastavano alcune centinaia di metri a pomodori e altrettanti di altre verdure. Ma il lato estetico era secondario. Ora che ho ampliato la produzione, il mio terreno da solo non mi basta più, quindi ho deciso di trasformarlo in una vetrina della mia attività, dove sia possibile verificare il metodo di produzione e vederne i progressi. Devo, però, mettere ordine, meno effetto cascina, più organizzazione, efficienza e ottimizzazione. Quindi, in inverno, ho fatto spostare le piante da frutto, creando un mini frutteto, al momento con piante molto giovani e la prossima stagione lo implementerò, spostando anche il nocciolo e il mandorlo. E in mezzo ai filari di piante, per ora seminerò i pomodori. Infine, di fronte a casa, sto facendo realizzare dei cassoni in tufo, che mi permettano di mettere ordine nelle colture, facilitare l’irrigazione, ottimizzando il consumo idrico e avere una bella vista ordinata di verdure lucenti e colorate, proprio davanti alla cucina. Questa scelta è un ulteriore impegno economico, che non mi è indifferente, ma è anche una gran passo avanti verso il completamento del mio progetto. E non è tutto qui. Altre idee mi frullano in testa.

CIBO SOSTENIBILE PER IL PACKAGING DESIGN

La Milano Design Week è passata liscia e molto più leggera della scorsa edizione. Ho lavorato solo agli eventi del fuorisalone.

Ho collaborato alla mostra Best Packaging 2019 portando la mia visione dell’aperitivo CIBO SOSTENIBILE, a supporto del tema dell’esposizione che era legato alla prevenzione e alla riduzione dell’impatto ambientale del packaging, un tema che sento molto.

Non solo il mio cibo era funzionale all’evento, ma la mia storia è diventata parte dell’evento, un ingranaggio utile a raccontare il messaggio anti spreco del packaging. Dall’idea di produrre le mie materie prime per la mia cucina, all’esperienza degli orti, fino alla trasformazione del raccolto in conserve, ho raccontato chi ero e chi sono oggi, a distanza di pochi anni. E siccome squadra che vince, vince, il mio racconto del cibo sostenibile è stato innaffiato dai drink di Enrico Contro Frog. Clou deĺl’evento lo storytelling di Carlo Aliverti, esperto di packaging e di branding che ha raccontato come si diventa icon packaging, con una serie di curiosità e aneddoti incredibili e l’apertura della Presidente Anna Paola Cavanna.

ALLA RICERCA DELLA TARTINA GIUSTA

Pane, cracker, friselle, tutto può diventare il supporto perfetto per la.tartina perfetta. Ho passato l’ultima settimana a studiarne i milioni di varianti, per l’evento della prossima settimana, ma anche e soprattutto per valorizzare al massimo le conserve del.mio brand zerodue.

BRACCIA RESTITUITE ALL’AGRICOLTURA

Chi fa da sè, fa anche il lavoro degli operai. Speravo di farmi due settimane di relax a respirare aria di mare e invece le cose non sono andate proprio tutte per il verso giusto. Pensavo di arrivare a casa e trovare il terreno in perfette condizioni, le piante coiffate, il terreno rullato, il frutteto realizzato e la capperia pronta. Invece non tutto era come mi aspettavo. Così il primo giorno ero già al lavoro per il ripristino del terreno per gli orti, con lo spargimento del compost. Per fortuna da quando sono arrivato, gli operai hanno cominciato a venire al terreno con regolarità. È stata la solita corsa con il tempo in tutti i sensi. Contro il meteo, che ha portato un paio di giorni di pioggia e contro il conto alla rovescia dal volo di ritorno. Il risultato? Potature fatte in parte, capperaia fatta, agrumeto aumentato di due unità e straripante di limoni, frutteto impostato. Ho anche un ciliegio. Legna ancora sparsa sul terreno una cifra e orti, beh lasciamo stare.