LA MIA PRODUZIONE IN ALTO SALENTO

Potrei essere autosufficiente o quasi. Quello che non riesco a produrmi, lo baratto con gli amici. Sto un po’ sognando ad occhi aperti, ma il mio terreno – la Tenuta 02 – sta davvero diventando produttivo. Sono molto lontano dall’avere costruito un’azienda agricola, ma comincio a capire quello che ho e pensare di valorizzarlo. Costa lavoro e tempo da dedicare, ma poi la natura ti ripaga.

Olive e olio sono il core business, ma ho dei mandorli produttivi, non della qualità migliore, ma comunque dei buoni prodotti, poi noci, fichi e fichi d’india, mele cotogne, limoni e un nespolo. Forse il nespolo lo scambio con un altro limone. E poi ho dei capperi giganti. Danno una discreta produzione, però vanno raccolti per tempo, altrimenti dopo la fioritura è tutto perduto. L’orto per ora prevede carciofi. Se avrò tempo pianterò un campo aperto di pomodori.

Sono già felice.

A FARE L’OLIO NUOVO

 

 

 

Di nuovo a programmare una trasferta in Alto Salento per la raccolta delle olive della Tenuta 02. Ci siamo, è in arrivo l’olio nuovo. Ho preso accordi con i raccoglitori e il frantoio per procedere a raccolta e spremitura in rapida sequenza. La cosa più difficile è portare le olive a perfetta maturazione, intatte. E questo dipende dalla natura, dal sole, dalla pioggia e dal vento, da quel perfetto mix che le porta a maturazione sane e perfette. Non uso alcun additivo o prodotto chimico sul mio terreno, quindi la benevolenza della natura, è la mia unica arma.

A fine ottobre sembrava che, per il gran caldo estivo e il perdurare dell’alta pressione di questo autunno, fossero giunte a maturazione precoce. La previsione pareva quella di raccogliere entro metà novembre. Invece poi da un assaggio delle olive abbiamo capito che non erano pronte. Quindi abbiamo monitorato – giorno per giorno – e siamo praticamente al giorno del raccolto.

Procederemo con le scuotitrici meccaniche e poi con la raccolta a mano. servirà un’intera giornata e il lavoro di circa 6 uomini per ultimare la raccolta. Il mio uliveto è di soli 2 ettari con circa 138 piante. Alcune però sono davvero enormemente sovraccariche.

Lo scorso anno avevo avuto una produzione eccezionale. Un vero record, considerando la Xylella aveva flagellato gran parte degli uliveti pugliesi e toscani e il resto l’ha fatto il tempo. Io però sono posizionato in una fascia di mezzo, protetta dai venti, che hanno tenuto lontani tanto la mosca, quanto il maltempo.

La previsione di raccolta per quest’anno è di circa 50/60 quintali. Nel frattempo sto ultimando l’etichetta nuova e, tra poco, le mie latte di olio nuovo, spremuto meccanicamente a freddo e a bassa acidità, saranno pronte  per la vendita. Quest’anno ci sarà una linea home in latta argento e una premium in latta nera, con due diverse fasce di prezzo.

IL SALENTO D’AUTUNNO E L’OLIO NUOVO

Rucola selvatica aromatica e piccantina, fichi d’india rossi e maturi, alberelli sottili carichi di mele cotogne e ulivi colorati di olive. E poi cespugli di belle di notte bianche e fucsia e fiori selvatici, a macchiare il verde acceso del terreno autunnale. Questo è l’Alto Salento in ottobre. Ci sono ancora 24 grandi e un cielo blu, ora terso, ora scuro di nuvoloni. Il sole caldo si alterna alla pioggia pesante, ma buona per la terra. La rende fertile e produttiva.
In programma l’ncontro con il responsabile del frantoio per valutare le olive e stimare la produzione. Il clima sta davvero cambiando. Le olive sono già quasi a maturazione, così screziate di diversi colori. Credo che anche quest’anno la raccolta sarà anticipata a novembre e non, come di consueto, in dicembre. Mi piace raccogliere un po’ prima anche per ottenere un olio di un bel colore verde intenso. E poi l’olio nuovo avrà tempo di riposare, prima di essere imbottigliato.

LA TENUTA 02

LA LAMIA

L’OLIO 02