PARTY TIME. PRIVATE CHEF PER UNA SERATA SPECIALE

Lavorare per gli amici ha pro e contro. Tra i pro c’è che ci metti il cuore al 100%, oltre alla professionalità e poi ti senti a casa, un po’ come nelle mie serate allo Zinc, in cui mi sono sempre divertito come un pazzo. A questo giro di contro zero. Grazie Simonetta, sei la cliente perfetta.

Questa è la storia della festa di un’amica. Un anniversario importante, festeggiato a casa, con gli amici della vita, in un’atmosfera calda e informale Un bel mix. Mi è stato chiesto di inventarmi un menù per trasformare una serata tra amici in una cena gourmet, che non perdesse però l’atmosfera di intimità e di rilassatezza che era uno dei principali desiderata della mia committente.

Ecco l’esperienza che ho proposto:

Spritz dello chef
Cannoli della Magna Grecia: tartare di tonno e Tzatziki

Fagottini orientali e samosa assortiti

Chips di verdure disidratate

Pane farcito assortito e grissini artigianali
Primi
Fiore di lasagnetta ai carciofi
Gnocchi di zucca burro fuso e amaretti
Secondi
Tonno scottato con sesamo nero e uova di tobiko
Boulette di tartare di Fassona con senape all’arancio
Dolce
Millefoglie monodose con crema pasticcera e frutta fresca (che è il dolce preferito della padrona di casa).
Un grazie speciale al sommelier Michi Mamoli e a La CiecaPink per la consulenza e la fornitura del vino.

A PROPOSITO DI MENTALISTI E QUANTUM LEAP

Se vi chiedete che c’entra con il quantum leap un cuoco in fissa con l’olio evo e il Salento, con il ramen e la ricciola, con i cani e i viaggi, non so proprio che dirvi. In realtà il trait d’union sono le lunghe chiacchierate di fine estate con Vincenzo Todisco, la passione comune per il cibo autentico e un certo stupore, che a volte si suscita nelle persone. Ed ecco che si arriva al salto quantico (il quantum leap, appunto) e si viene proiettati in un castello medievale, a ordire un menù segreto per un evento importante, nella qualità dei palati e nei numeri.

Curerò la cucina per l’evento QSL Italia,  che si terrà il prossimo 6 novembre al Castello di Carimate.

Per il menù mi farò ispirare dal video dell’evento

Sto pensando a piatti leggeri per il business lunch, che sarà a buffet, per velocizzare le operazioni e favorire la conoscenza tra i partecipanti al convegno.

Per la cena invece ho in mente un menù della tradizione italiana e francese, con fois gras, ravioli, petto d’anatra laccato. Il cibo sarà rivisitato e trasportato nel futuro, utilizzando contemporanee tecniche di cottura e curando l’estetica dei piatti.

IL SALENTO D’AUTUNNO E L’OLIO NUOVO

Rucola selvatica aromatica e piccantina, fichi d’india rossi e maturi, alberelli sottili carichi di mele cotogne e ulivi colorati di olive. E poi cespugli di belle di notte bianche e fucsia e fiori selvatici, a macchiare il verde acceso del terreno autunnale. Questo è l’Alto Salento in ottobre. Ci sono ancora 24 grandi e un cielo blu, ora terso, ora scuro di nuvoloni. Il sole caldo si alterna alla pioggia pesante, ma buona per la terra. La rende fertile e produttiva.
In programma l’ncontro con il responsabile del frantoio per valutare le olive e stimare la produzione. Il clima sta davvero cambiando. Le olive sono già quasi a maturazione, così screziate di diversi colori. Credo che anche quest’anno la raccolta sarà anticipata a novembre e non, come di consueto, in dicembre. Mi piace raccogliere un po’ prima anche per ottenere un olio di un bel colore verde intenso. E poi l’olio nuovo avrà tempo di riposare, prima di essere imbottigliato.

LA TENUTA 02

LA LAMIA

L’OLIO 02

NEXT STOP: CUCINA DELLA GELATERIA DELLA MUSICA BISTROT

Collaborazione elettrizzante quella che mi aspetta da stasera a martedì compreso (chiuso lunedì) nel nuovo bistrot della celebre Gelateria della musica. Aperto da poco, al 28 di via Lomazzo, il bistrot dell’ex musicista jazz Fabio Brigliadoro, è un’idea contemporanea e intrigante. Spazio polifunzionale, dove si beve bene con il bartender Kevin, si può cenare con un menù snello ma gourmet, in cui ogni pietanza è associata al gelato. E poi si ascolta musica al top! Ieri sera la leggenda blues Ronnie Jones. Il tutto coordinato dall’amico Enrico Orlandelli in sala. E stasera si va in scena. In cucina ci sono io.

GARLIC BREAD. RICORDI DI VITA AMERICANA

Jpeg
Garlic Bread

Credo di averne preparato a tonnellate quando lavoravo a San Francisco.

Tipico dei paesi anglosassoni, è una preparazione di estrema semplicità. Calorie q.b. ovviamente.

Ingredienti:

Pane, tipo baguette

Burro (preferibilmente leggermente salato)

Aglio in polvere e fresco

Paprika dolce

Sale

Si può utilizzare una baguette, che va tagliata a metà per il lungo, avendo cura di realizzare due fette dello stesso spessore, in modo da avere una cottura omogenea.

Sciogliere il burro (circa 80gr per 2 baguette) e unirvi una dose generosa di aglio in polvere e 2/3 spicchi di aglio fresco tritato finemente. Mescolare bene il composto e, con un pennello, cospargere generosamente ciascuna fetta di pane, dal lato della mollica. Una volta terminato, adagiare il pane in una teglia da forno e infornare in forno già caldo per circa 10/15 minuti. Deve risultare dorato in superficie e croccante, ma non bruciato. Cospargerlo di paprika dolce e pepe, se gradito, prima di servire.

SIMONE TONDO, UN ITALIANO A PARIGI. DALLA CONFERENZA STAMPA DEI SALONI FRANCESI.

In Triennale, alla Conferenza stampa dei Saloni francesi si è parlato molto di cibo e alimentazione, con un intervento del Professor Calabresi sulla dieta mediterranea e uno sul biologico a cura di Nat Expo. Oltre alla presentazione delle fiere specialistiche francesi del mio settore, tra cui panificazione, innovazione alimentare e packaging, l’intervento per me più interessante e coinvolgente è stato quello di un giovane chef italiano Simone Tondo che ha scelto di lavorare a Parigi. Quando sono stato a Parigi per lo scorso Emballage, mi ero ripromesso (ma senza riuscirci per mancanza di tempo) di cenare al suo gastrobistrot il Roseval, che ha appena chiuso.
Sardo, a 20 anni se ne va a Parigi. Quello che nota di diverso tra Italia e Francia è che i bambini italiani mangiano solo a casa o pasta al pomodoro e pizza. Al contrario i bambini francesi vanno di abitudine al ristorante e mangiano di tutto, anche il piccione! (Condivido a pieno questa considerazione). Se gli si chiede che cucina fa, dice di non saperlo definire. Non fa cucina regionale, utilizza solo prodotti locali, ci mette del suo. L’accoglienza dei clienti è per lui determinante. Il suo ristorante ha 25 coperti e ne cura in modo particolare l’atmosfera. Ritiene che la gente non vada al ristorante per lo chef, ma per fare un’esperienza gourmet, per mangiare bene, in parole povere. (Sono d’accordo anche su questo punto). In attesa che apra il suo nuovo bistrot al Mairais, (a Republique) che si chiamerà Tondo, comincio a cercare un volo per Parigi.

DAL CIBO BUONO AL CIBO GIUSTO. LA MIA MERENDA A EXPOGATE

Lunedì pomeriggio ho collaborato a un evento con protagonisti i bambini, accompagnati da nonni e genitori, condotto e organizzato dai fondatori di Expopportunity Fabrizio Bellavista e Luisa Cozzi. La sfida era preparare una merenda gourmet ma semplice e divertente. Ho lavorato ancora con la paper designer Francesca Meana per l’Associazione Gifasp. Ho servito biscotti assortiti al cioccolato, alla vaniglia con scaglie di cioccolato e alla cannella e ho raccontato al pubblico le ricette. Vassoi svuotati all’istante! Abbiamo regalato, come gadget, una mousse ai 3 cioccolati in barattolino, contenuta in una scatoletta in cartoncino, riusabile come vasetto per i fiori. Un evento diverso dal solito, che mi ha divertito. Gli altri protagonisti della giornata sono stati la past president Fulvia Lo Duca, Eliana Farotto di Comieco, Alessandta Alessi per WeArePackagingFans, il Presidente Emilio Albertini, I Poeticanti e lo scrittore Lorenzo Marini.

AL CORTILE. ESPERIENZA TEMPORARY A MILANO

Ben nascosto in un intrico di cortili della vecchia Milano, l’omonimo temporary restaurant della scuola di cucina Food Genius Academy, è un esperimento di successo. Il giusto mix tra atmosfera, cucina di buona qualità e un bar tender super figo: il Tucci, dell’indimenticabile Atomic bar. Purtroppo la sera in cui sono andato io, lui era a Hong Kong. La serata sarebbe decollata con i suoi cocktail. Invece in sua assenza ho ripiegato su una birretta, purtroppo non della mia marca preferita.

Inutile dire che ho assaggiato l’intero menù di tapas. Ho apprezzato in modo particolare la pappa col pomodoro: consistenza interessante e trionfo di pomodoro e il tataki di salmone. Perfetta la cottura degli arrosticini e molto carina l’idea dell’insalata nel packaging, a cui io presto particolare attenzione. Ho in atto una collaborazione editoriale con il sito di divulgazione tecnica WeArePackagingFans, su cui pubblico alcune mie ricette.

LUI GNOCCO, LEI ZUCCA

Ricetta autunnale doc: gnocchi di patate e zucca con amaretti, pepe nero e noce moscata.

Ingredienti per 4 persone
5 patate medie vecchie lessate o al forno in modo che perdano acqua
1/4 di zucca lessata o al forno
Uova 2 tuorli
Farina 00 qb per rendere  l’impasto elastico
Noce moscata
Pepe nero al mulino
Parmigiano reggiano preferibilmente giovane
Amaretti sbriciolati

Lessate le.patate e la zucca e passatele nello schiacciapatate
Aggiungete noce moscata e pepe garttugiati al momento
Aggiungete le uova e incorporate
Aggiungete circa metà degli amaretti

lavorate l’impasto con un cucchiaio e aggiungete la farina a poco a poco. Quando il composto diventa più solido, trasferirlo sul tavolo e lavorarlo a mano, aggiungendo la farina a poco a poco, finché non diventa elastico. Lasciarlo riposare qualche minuto.

procedere a coppare l’impasto in piccoli panetti, quindi formare dei filoncini da rullare con le mani fino a raggiungere lo spessore desiderato. Tagliare quindi a tocchetti e passare la pasta tra le mani, formando delle palline irregolari.

Mettere in padella, burro, amaretti e ilmix di spezie desiderato. Sciogliere a fuoco lento. nel frattempo cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata. Scolare appena vengono a galla e spadellare nel burro. Trasferire su un piatto di portata e guarnire con altri amaretti ed eventuale parmigiano se gradito.

EXPO-MERENDA FOR KIDS ONLY!

La merenda per bambini è uno dei tanti dibattiti aperti oggi, con i problemi di malnutrizione di molta parte della terra ei gravi casi di obesità, purtroppo anche infantile, dei paesi occidentali.

Il ciclo di incontri “Dal buon cibo al cibo giusto” a cui prendo parte anche io, questa volta invita i bambini a merenda. Coniugando i temi del packaging, della conservazione e della merenda gourmet, ma sana, Gifasp (Associazione fabbricanti astucci pieghevoli) sceglie di parlare al target famiglie, per far riflettere sul ruolo del packaging nella lotta contro lo spreco alimentare.

Adoro i bambini, mi fanno ridere e mi danno sempre la carica. La mia merenda sarà un po’ anche un gioco che coinvolgerà i presenti, che potranno assaggiare biscotti personalizzati al momento e portarsi a casa una scatola dolcissima, realizzata dall’amica paper designer Francesca Meana.

Dopo l’evento, su questo blog, anche le ricette per realizzare i biscotti e il dolce in scatola, a sorpresa. Stay tuned!

Venite tutti con i vostri bambini e ragazzi! vi aspetto il 5 ottobre a Expo Gate alle 17.15. Sotto l’invito

INVITO Gifasp. Dal buon cibo al cibo giusto - 5 ottobre - packaging