Una cosa mi è mancata finora a Parigi: un cocktail ben fatto. I Francesi sono più da verre à vin. Mi adatto, ma fremo per un Bloody Mary denso e piccante. Su consiglio del mixologist milanese Oscar Quagliarini, che a Parigi ha lavorato, per la start up del Grazie, sono andato a provare il Gravity bar. Bella location, con tavolini in cemento e sedute di legno e lini, nel dehors e un soffitto con giochi di legno chiaro, nella piccola sala. Su un lato, affacciato sulla vetrina, si trova il bancone. Ordiniamo una variante del Moscow Mule, che ci servono in uno skaker americano. Per accompagnare, scegliamo una tarte d’oignon con salsa di yogurt greco e una boline con finocchi e chutney. Carino, educato e ben presentato…un pizzico di sale di troppo nell’addition forse, ma sorseggisre un drink seduti all’aperto, a Parigi a novembre, proprio non ha prezzo.
PARIS FOOD TOUR 2016 – LE CHEF THAI
Sono stato molto positivamente sorpreso da LE CHEF THAI. Piccolo, su due piani, con cucina a vista aperta e cuoco Thailandese molto sorridente e straordinariamente alto. Ho scelto un tavolino sotto la cucina, per curiosare meglio e per interloquire con il cuoco, con l’idea di carpire qualche piccolo segreto nel dosare gli ingredienti o nel dare gas, per assorbire lo stile delle sue movenze orientali. Il dialogo è risultato quanto meno surreale: lui nel suo francese in salsa thai, io in un mix di anglo-franco-italiano. Ma alla fine della cena ci siamo salutati con calore e molti inchini, come si conviene a dei colleghi. Nel cucinino ho notato il wok sulla fiamma libera a 30kw, che si aziona a pedale, proprio come in Thailandia.
La carta comprende la papaya salad, con peanuts a profusione, un delicatissimo Pad Thai, noodles, riso saltato e una serie di patti a Wok e, per chiudere, desserts tradizionali di riso e latte di cocco e frutta fresca, spolverata di sesamo. E poi Singha a fiumi. La papaya salad era fantastica, il Pad Thai assolutamente autentico e il wok di salmone con verdure fresche un’esplosione di gusti e piccantezza.
Porzioni generose e sapori autentici, profumi intensi e perfino l’altarino all’ingresso, facile farsi trasportare in Thailandia, nonostante l’umido del novembre parigino.
ALL4PACK CON L’OCCHIO DEL CUOCO. I DISPOSABLE
Professionalmente parlando, Parigi mi sta offrendo molto. Non solo ho curato l’allestimento dello stand dell’Istituto Italiano Imballaggio e ho progettato la comunicazione del messaggio della prevenzione dello spreco del cibo, con il mio linguaggio e la mia cucina. Ma ho anche avuto l’opportunità di visitare la manifestazione, che offre una varietà interessante di fornitori di attrezzature e disposable per catering. La tendenza è senz’altro verso i materiali biodegradabili e compostabili, che da un lato non offrono un’immagine premium, ma che, a mio avviso, ben si sposano con immagine e filosofia green di molti eventi. Nella varietà di disposable in legno, ho visto un fornitore che propone forme inedite anche per l’ortofrutta e le spezie, un fonitore di schiume tecniche per il riempimento di casse, innovative per la protezione del prodotto. i prodotti più innovativi da take away arrivano sempre da fornitori orientali, di cui ho scoperto cestini, contenitori per cibi caldi e vaschette in plastica con chiusura e manici.
PARIS FOOD TOUR 2016. LA RUE DES GRAVILLIERS
Molte delle novità culinarie della capitale francese si concentrano intorno alla zona del Haut Marais/Beaubourg. È un triangolo che arriva a rue du Temple, sempre in pieno fermento di nuove aperture, in particolare di cibo etnico. E’ la zona non lontana dal Gravity Bar, che è già una leggenda parigina, ma anche del Derriere, del 404 e dello Shabu Sha, che non perdono lo smalto negli anni. In questa via, stretta e lunga, che da rue des Archives porta fino a rue de Turbigo c’è un incredibile concentrazione di nuovi microscopici locali entro i 10 posti a sedere. c’è la pizza vegan di Hank, il sushi di Koko, un verre à vin in piedi da Trinquette o seduti nel dehor da Le roi de pique. Volendo si mangia anche italiano da Ristretto, o noodles dai Cinesi.
PARIS – FOOD TOUR 2016. LA SPESA
Finalmente arrivato a Parigi. Al di là de lavoro, che occuperà la gran parte del mio tempo, intendo utilizzare le mie serate per provare quanti più nuovi posti possibili. Sto consultando blog e pubblicazioni specializzate cone Le Fooding il bistrozine francese, per selezionare le ultime novità. Posto d’onore per qualche imperdibile noodle bar e qualche neobistrot con cuisine du marché. Voglio prendere spunti per la prossima stagione. Il mio stage parigino lavoro-studio parte oggi. E parte dal quartiere che sento più mio: le Marais. Intorno al quartiere ebraico nelle vie adiagenti a Rois de Sicile verso rue de Rivoli si concentrano alcuni dei fornitori dove faccio la spesa, come l’Alimentari e la bucherie di fianco. Poco oltre una sosta per il sushi, che fa anche delivery.
BARI, LEVANTE. E LA FIERA.
Vuoi passare da Bari e non fare uno stop over alla fiera del Levante? Sabato c’erano la Barba in cucina, il Presidente del Consiglio Renzi, una corte di varie autorità e circa un altro milione di visitatori. Mi è chiaro il dato diffuso, per cui tra ricavi diretti e indotto, la fiera del levante ha generato, in questa 80esima edizione, circa 13mio euro. La manifestazione promuove i contatti tra aziende del mercato del bacino del Mediterraneo e dell’Europa dell’est. Il mio interesse si è concentrato su spezie e oggetti per cucina e arredo della tavola, specialmente etnici, schivando l’allagamento dei padiglioni, mentre fuori imperversava la tempesta perfetta e a Milano si moriva di caldo. C’è qualcosa di stonato in questa cosa.
A DEIRA TRAMONTO ZAFFERANO
Safran from Deira, Dubai. Mi hanno portato stimmi di zafferano color rosso cremisi, provenienti dallo storico mercato delle spezie, dell’antico quartiere arabo di Deira. Il colore è l’indice della qualità della spezia. La miglior qualità non contiene pistilli arancio o giallo, ma solo rosso intenso. Si ottiene dal fiore del Crocus Sativus (famiglia delle Iridacee) ed è originario dell’Asia Minore e della Grecia. Per utilizzarlo, esaltandone al massimo le carattistiche olfattive, cromatiche e del gusto, metterlo in infusione in una tazzina di acqua bollente per almeno 40/60 minuti. L’aroma ricorda il fieno e un solo stimma conferisce gusto e sapidità alle pietanze.
MEADDLE EAST’S BEST FOOD
Ho appena letto una classifica delle città con i migliori ristoranti su World’s best awards. La prima città in classifica è Beirut. Amo la cucina mediorientale, la libanese è senza dubbio la prima della mia playlist. A Milano ceno spesso al Dawali, uno dei miei posto d’amore. Amo i mezzeh, la salsa di yogurt, il mix di spezie aromariche delle kafta (polpette di manzo), la carne grigliata, che risulta sempre tenerissima, grazie alle marinature lunghe. Quello che vorrei provare oggi è un’esperienza della nuova cucina libanese, della rivisitazione delle ricette tradizionali per mano dei nuovi chef. Surfando in rete ho trovato alcuni locali di recente apertura, in cui gli architetti hanno realizzato ambienti molto accattivanti, come Enab Beirut, Bab Sharki, Sett Zmorrod. La curiosità di avere riscontri anche sulla cucina, si fa ogni giorno più pressante. Ma la storia in assoluto più intrigante riguarda lo chef italiano Armando Codispoti. Fino a poco tempo fa era a Londra, al Maze di Gordon Ramsey (2 stelle ndr). E oggi è entrato nella leggenda con il Gavi che ha aperto proprio a Beirut. È solo universalmente considerato il miglior ristorante libanese. Il suo prossimo gioco? Un ristorante outlet a Vienna: giapponese con influenze libanesi e italiane.
E a Beirut ci sarebbe anche il mare….
BOMBETTE DA CINTURA NERA
Le bombette in Puglia sono quasi più diffuse delle orecchiette. Se ne possono mangiare a tonnellate. Non c’è sagra, festa del patrono o evento in cui si serva street food, che non abbia la sua braceria, che produce 7.000 bombette al secondo. Con Expo Milano e lo sviluppo del turismo verso il Salento, sono state sdoganate anche al nord. Ogni zona della Puglia, anzi come tra tradizione italiana, ogni campanile ha la sua variante. La ricetta tradizionale prevede carne di vitello, capocollo, sale, pepe, caciocavallo e prezzemolo. Si avvolge come un tradizionale involtino e si cuoce alla brace o al forno. Tuttavia ne ho assaggiato io stesso una serie di varianti, che nemmeno riesco a ricordare. Una versione che ho assaggiato a l’Antico Borgo, nota e apprezzata trattoria del centro a Cisternino, era anche panata esternamente. E all’interno era stato aggiunto un altro salume o salsiccia. Questa versione, piuttosto ricca di grassi, è infatti tipica delle zone alte, mentre lungo il litorale brindisino, imperversano le versioni più scariche e cotte alla brace. Per gli amanti della carne, da provare.
LOCOROTONDO. CENTRO STORICO
Centro Storico, si chiama così una taverna semplice, ma di gusto, proprio nella zona pedonale di Locorotondo, suggestivo borgo sulle alture di fronte a Martina Franca. Vale il viaggio solo per la bellezza dei vicoli, in cui gli abitanti sistemano ad arte meravigliose piante e vasi di fiori. Sarò un semplice, ma quei fiori, nel silenzio dei vicoli bianchi, aprono il cuore. Una delle cose che più mi ha stupito in questo viaggio in Puglia, a meno di 40 km dal mio terreno, è costatare quanto la carne sia una pietanza gradita, al pare dei frutti di mare e del pesce. Queste zone, in particolare, vicine alla Valle d’Itria, sono per tradizione molto carnivore. Il paradiso della bombetta, che pure nella sua semplicità, varia da zona a zona. In questa trattoria abbiamo apprezzato una serie di antipasti davvero molto casalinghi, che forse in una trattoria a Milano nessuno servirebbe. Verdure principalmente, polpettine e una serie di assaggi in cui il piatto forte è certo la genuinità delle materie prime. Abbiamo assaggiato dei gnocchetti con speck e delle orecchiette al sugo, come tradizione vuole. Ma il piatto forte è stata senz’altro la cerne. Costata di manzo al sangue (cottura perfetta), servita su pietra, già affettata, tipo una tagliata, ma spessa un paio di cm. Abbiamo assaggiato anche una tasca di maiale ripiena, molto gustosa. Elogio della semplicità.




























