TAGLIATELLE E PINTI

La mia ricetta estiva per tagliatelle vegetariane, l’ho preparata con pasta fresca all’uovo, fagiolini “pinti”, una variante autoctona di cornetti lunghi, che coltivo nel mio orto pugliese, olio evo 02 ai fiori di basilico, sale, pepe nero e zeste di limone.

I pinti e la pasta hanno lo stesso tempo di cottura, cosi posso usare la stessa pentola e garanrirmi tagliatelle perfettamente al dente e verdure croccanti e verde brillante. Il tutto va ben condito con l’olio ai fiori di basilico, che ho messo in infusione tempo fa. La freschezza del basilico si combina con il profumo dello zeste di limone grattugiato al momento. Completo il piatto con una mulinata di pepe nero aromatico. Evviva l’estate in Alto Salento!

CHICCHE DI PATATE PORCINI E SPINACI FRESCHI


Pranzo della domenica, una delle ultime casalinghe, con la bella stagione alle porte. Gnocchi saltati con porcini, spinaci freschi e pinoli. Preferisco gnocchi fatti in casa o comunque del pastaio. Si procede cosi. Stufare mezza cipolla e appassire i funghi fino ad abbrustolirli e ottenere una consistenza carnosa Aggiungere all’ultimo spinaci freschi tagliati e pinoli. Saltare gli gnocchi cotti in abbondante acqua salata e mantecarli con una noce di burro leggermente salato. 

CONFORT FOOD. IL GATTÒ DI MIA NONNA

Primavera alle porte, week end casalinghi di riirganizzaziobe di mille cose e voglia di confort food, che per me sono le ricette di mia nonna. Di origini partenopee preparava la focaccia con la scarola, i calzoncelli fritti strabordanti di mozzarella filante e il.gattò di patate. La ricetta è semplicissima e le varianti della preparazione infinite. 

Occorrono patate, un rosso d’uovo, parmigiano grattugiato, pan grattato, sale, burro, olio evo, noce moscata e pepe nero al mulino. Per la farcitura ho scelto prosciutto cotto e un formaggio francese a pasta molle come il Caprice de Dieux. 

Far bollire le patate e poi passarle nello schiacciapatate per rendere l’impasto soffice e arioso. Impastare con l’uovo, il.parmigiano e le spezie e una noce di burro. Ungere con il burro in teglia da forno o una pirofila. Stendere uno strato di patate, farcire con prosciutto e formaggio, coprire con un altro strato di patate, terminare con parmigiano, pangrattato e pepe. Aggiustare di sale e aggiungere un filo di olio. Quindi infornare per far fondere il formaggio e gratinare la superficie. Non resta che sfornare e tagliare a fette. Con un ballon di rosso, il confort è servito. 

IL RISOTTO 2017: PORCINI E SHERRY ANDALUSO 

Tempo di preparazione della stagione 2017 e di sperimentazione di ricette classiche da rivisitare e personalizzare.  Il risotto è immancabile confort food dei week end pigri, quando l’ora di pranzo arriva un po’ a caso e c’è tempo di sperimentare.

Il mio risotto 2017 è una ricetta invernale e dal gusto inconsueto con note dolce e profumate. Ecco il mio risotto porcini e sherry andaluso. Ho scelto una bottiglia di Pedro Ximenes, della zona di Granada. 

Servono brodo di verdure semplice e filtrato in cui ho usato anche un pomodoro per accentuare la colorazione scura. Scalogno, carota e una costa di sedano tritati. Riso carnaroli, burro leggermente salato e parmigiano giovane. Infine porcini. Se freschi, vanno trifolati in padella con aglio. Se secchi, ammollati, per una notte, in acqua tiepida, che andrà filtrata e poi mescolata al riso per rafforzare il gusto dei funghi. 

Il risultato è un risotto cremoso ma leggero, grazie al brodo vegetale, dall’inconsueto colore scuro molto aromatico. All’assaggio le verdure dovranno risultare leggermente croccanti, mentre i funghi cremosi. Il gusto con una punta dolce, esalta il retrogusto più amarognolo del porcino. 

 

HAPPY NEW…SMØRREBRØD!

Feste di Natale e Capodanno chiamano canapè. Per me gli smorrebød danesi sono una tipica tartina perfetta per le feste. Pane di segale o comunque nero, a cui aggiungo una quenelle di potato salad, salmone selvaggio affumucato, panna acida e un garnishing con aneto fresco. Bello, festivo, sfizioso, un piatto da grande freddo. Volendo si può aggiungere un tocco di rosso con chicchi di melograno o frutti rossi oppure uova di quaglia o caviale. E perfetto per le bollicine.

 

IL NATALINO CON GLI AMICI

Ogni tanto qualche cena la cucino anche per me e per gli amici. -2 giorni a Natale, una serata informale con gli amici diventa anche l’occasione per pensare a una ricetta invernale, con ingredienti della tradizione, ma un po’ reinventato. È nata così la mia ricetta della polentina con ragù di cotechino e funghi. Una semplice polentina gialla, tenuta un po’ lenta e senza sale, dei porcini in padella, lenticchie di Castelluccio, insaporite con scalogno, carota e sedano e ragù di cotechino modenese. Per la composizione del piatto o scelto un vaso di vetro e ho stratificato gli ingredienti, mettendo la polenta in basso, poi i funghi, le lenticchie e infine il cotechino. Ho completato con petali di mandorle croccanti. 

ZEROWASTE SOUP. LE MIE RICETTE A PARIGI

Per chi volesse provare le mie ricette zerowaste che ho proposto per l’evento del packaging, ecco gli ingredienti per la spesa rigorosamente organic.
La preparazione della zuppa è semplicissima. Si parte da un soffritto con cipolla o scalogno, in cui si fa insaporire il mix dei cereali e verdura essiccata. Si sfuma con il brodo e si fa sobbollire per almeno 20 minuti. A discrizione se passarla con il frullatore a immersione.

Per gli ingredienti, ho studiato delle ricette ad hoc.

Lenticchie rosse, quinoa nera, piselli essiccati e funghi shitake. Il rapporto tra cereali e brodo è di 1 a 3.

Una seconda ricette prevede un mix di fagioli, lenticchie, quinoa gialla con verdure essiccate e porcini secchi.

ORECCHIETTE GIALLO MILANESE

E finalmente abbiamo servito anche le orecchiette del Milanese in Masseria Montelauro. Se c’è un piatto perfetto, così com’è, sono proprio le orecchiette, che le si cucini con le cime di rapa o con il pomodoro e il cacio ricotta. Ho pensato di utilizzare i tipici pomodorini gialli salentini, che produciamo in abbondanza nell’orto della masseria. Ho adottato un accorgimento tecnco per intensificare il colore, aggiungendo un po’ di curcuma. Le orecchiette saltate nel sugo giallo vengono poi inpiattate e, all’ultimo, aggiungo delle cime di broccoletti, cotti a bassa temperatura, in modo che si mantengano di un bel verde intenso. Con questi colori brillanti e insoliti, le mie orecchiette spaccano.

SALENTO INTERNATIONAL

Da executive chef alla Masseria Montelauro, a Otranto, ho cucinato molto per clienti stranieri, americani e canadesi principalmente. Ho riscoperto il piacere di cucinare piatti della tradizione italiana e pugliese, per gli stranieri. Questo per me è più che cucinare, è fare cultura. Significa non solo far assaggiare piatti, cucinati con tecnica e materie prime di eccellenza, ma anche contribuire a diffondere nel mondo il valore della cucina italiana, cercando di proprorre, in modo elegante, anche piatti semplici, della tradizione popolare, che però meritano di esser noti all’estero quanto pizza e spagette (spaghetti ndr).

Quando sono arrivato, pensavo che avrei demandato alla brigata l’onere delle preparazioni più tradizionali, come la purea di favette con cicoria. E’ un piatto che i Pugliesi hanno nel DNA. Nel  mio da Milanese, alberga più facilmente il risotto. Invece si è instaurato un clima di grandissima collaborazione e di scambio, con le mie cuoche e adesso le sfido anche sulla purea di fave, che ho personalizzato con una particolare cura nella presentazione, che prevede fiori colorati, colti nel nostro orto (in cui non si usano pesticidi o prodotti chimici) e spolverate di pepe al mulino e sale in fiocchi.

IL GIOCO DELLA POLPETTA.

Sempre perchè qui alla Masseria Montelauro è di moda la tradizione regionale, uno dei patti da sempre a menù, sono le polpette al sugo. Le polpette piacciono a tutti, ma non sarei sincero, se non ammettessi che cucinarle non equivale a provare le stesse good vibes, che si scatenano nelle papille gustative, quando si sgagnano. Perché le polpette si sgnagnano, no?

Come gestire, con classe e in modo innovativo, anche questa sfida è stato oggetto di alcune notti insonni. Alla fine ha vinto la mia voglia di proporre l’aspetto ludico del cibo. Ho trasformato le polpette di carne, annegate nella salsa di pomodoro, in un piatto “di Fabbro”. Ecco il procedimento in sintesi.

Croccante di melanzana, con vellutata di peperone affumicato. Parto da una mousse di melanzana, profumata con finocchietto del nostro orto, ottenuta con cottura al forno. Le polpette vengono passate in polvere di tarallo e poi rese croccanti in forno, senza friggerle, in modo che restino leggere, ma dal cuore morbido. La vellutata può essere consumata anche come variante del gazpacho o come salsa per insaporire le polpettine croccanti. Mangiare così diventa un gioco. Il cliente sceglie la propria modalità di consumo preferita, con cucchiaio o con le mani.

E siccome si mangia anche con gli occhi, ho scelto un piatto franco-marocchino, con bordo in argento sbalzato e una ciotola scura, per la zuppa, per far risaltare il colore del peperone, in un gioco cromatico di contrasti.