Back to IFA, Berlin

E finalmente si ritorna all’estero. Finalmente un nuovo capitolo di #connecttoextraordinary di #Haier. Riapre i battenti IFA, la grande fiera tedesca di elettronica, elettrodomestici e ioT, a Berlino. Sono in prima linea, insieme a Ilaria (squadra che vince non si cambia) nella mia cucina super tecnologica nello stand di Haier. Sono solo due giorni, ma veramente intensi, di demo e cooking show per clienti e architetti un po’ da tutto il mondo. Stiamo realizzando le ricette più diverse, per mettere in evidenza la grande versatità delle appliance Haier che, a partire dai frigo connessi, dai forni con varie funzioni, dal vapore al bassa temperatura, permette di avere a casa tecnologie di primo livello, pur nel segmento consumer.

Come ad ogni esperienza in Haier, siamo stanchi, ma soddisfatti e sempre molto gratificati dal sentirci una squadra con l’azienda. Non vedo l’ora della prossima avventura insieme.

Fuorisalone2022, the day after

Il Salone del mobile 2022 ha portato in fiera a Milano circa 270.000 visitatori e oltre 400.000 negli eventi ed esposizioni in città, nell’ambito del fuorisalone. Sono numeri impressionanti, fatti di giovani e giovanissimi designer e architetti, di ingegneri e progettisti, di buyers e professionisti vari, che gravitano intorno al design, all’arredamento e i complementi e, naturalmente, di questi fa parte il mondo delle appliance e degli elettrodomestici per la cucina. È una kermesse che si conferma ancora una volta un successo internazionale, che coinvolge l’intera città, che si muove, nonostante il caldo, da un distretto all’altro, che si mette ordinatamente in coda per assistere alle presentazioni, vedere le istallazioni e partecipare alle centinaia di eventi aperti, che animano le serate.

Quest’anno è stato anche organizzato un contest per eleggere i migliori eventi, selezionati da una giuria di esperti e dal pubblico.

Sono fiero di segnalare che l’evento #Connecttoextraordinary di #Haier è entrato nella.sort list dei preferiti. Infatti ha raccolto un grande apprezzamento da parte dei visitatori, grazie a un’esperienza immersiva nel mondo dell’intelligenza artificiale, con appliance tra le più all’avanguardia, per il mondo consumer, con un design minimalista e pulito di grande impatto visivo. Oggi la cucina diventa nera, tecnologica, gestibile da remoto con un’app intuitiva, che ci segnala i prodotti in scadenza nel frigo, la mancanza di qualche ingrediente, per la ricetta che vogliamo realizzare, ordina il vino con una semplice scansione e setta la perfetta temperatura della cantinetta. Benvenuti nella casa connessa, il futuro pare sia già arrivato. E si chiama Haier.

https://www.fuorisalone.it/it/award

PROVE TECNICHE DI CUCINA ASIATICA

Mi sto preparando per girare uno spot per il mercato cinese. Il lato divertente è girovagare per Chinatown, assaggiando tutto il possibile e fare la spesa nei food market asiatici, comprando prodotti, che mai avrei preso. Il lato meno divertente è fare prove tecniche a raffica, per ottenere il prodotto giusto e non fermarsi, fino a quando non ti cade la testa e hai ottenuto un piatto che puoi giudicare almeno da 8, sotto il profilo estetico. Le richiesta dell’agenzia e del regista, qualche trappola la contengono, quindi oltre alle prove vere e proprie diventa strategico avere anche un piano B. Quando sei sul set, l’ho imparato con l’esperienza, paga solo aver previsto ogni possibile cosa che potrebbe andar storta e avere una manciata di assi nella manica. Lo spot prevede una serie di prodotti di colori accesi, ma prevede anche una live action, con degli assaggi. Quindi non solo i piatti dovranno essere di un bello spettacolare, di colori shock, in numeri da mensa aziendale, ma anche commestibili, pena farmi odiare dall’attore di turno. Ho come la certezza matematica che non mi perdonerebbe un mal di pancia.

DISH: CROSSOVER INTERNAZIONAL-PUGLIESE

Al Dish di Ostuni, di cui mi occuperò per la prossima stagione, ci sono alcune precondizioni molto favorevoli, come la cucina a vista, affacciata su una sala raccolta, un numero contenuto di coperti, la posizione geografica magnifica, un arredo fresco e contemporaneo. Basta? No. Non basta. Per valorizzare la presentazione di un piatto ci vogliono belle stoviglie. E al Dish sono stati lungimiranti. Possiamo contare su un assortimento di piatti dal design contemporaneo, realizzati con materiali di qualità, sottili e rigorosamente bianchi, con un’aggiunta di alcuni pezzi davvero orìginali. Sono convinto che riusciremo a offrire ai clienti dei piatti presentati in modo accattivante seppur semplice. Perchè poi il piatto si deve mangiare e deve essere buono. Quindi la semplicità è bellezza e vince su tutto. Metteremo al centro il cibo e i suoi colori vibranti e creeremo un’atmosfera internazional-pugliese.

IL GIOCO DELLA POLPETTA.

Sempre perchè qui alla Masseria Montelauro è di moda la tradizione regionale, uno dei patti da sempre a menù, sono le polpette al sugo. Le polpette piacciono a tutti, ma non sarei sincero, se non ammettessi che cucinarle non equivale a provare le stesse good vibes, che si scatenano nelle papille gustative, quando si sgagnano. Perché le polpette si sgnagnano, no?

Come gestire, con classe e in modo innovativo, anche questa sfida è stato oggetto di alcune notti insonni. Alla fine ha vinto la mia voglia di proporre l’aspetto ludico del cibo. Ho trasformato le polpette di carne, annegate nella salsa di pomodoro, in un piatto “di Fabbro”. Ecco il procedimento in sintesi.

Croccante di melanzana, con vellutata di peperone affumicato. Parto da una mousse di melanzana, profumata con finocchietto del nostro orto, ottenuta con cottura al forno. Le polpette vengono passate in polvere di tarallo e poi rese croccanti in forno, senza friggerle, in modo che restino leggere, ma dal cuore morbido. La vellutata può essere consumata anche come variante del gazpacho o come salsa per insaporire le polpettine croccanti. Mangiare così diventa un gioco. Il cliente sceglie la propria modalità di consumo preferita, con cucchiaio o con le mani.

E siccome si mangia anche con gli occhi, ho scelto un piatto franco-marocchino, con bordo in argento sbalzato e una ciotola scura, per la zuppa, per far risaltare il colore del peperone, in un gioco cromatico di contrasti.

KM0. QUELLO VERO.

 

 

 

 

 

Ecco la mia storia a km0 (da vero pigro, casa e …campo). Al mattino aspetto il contadino, che mi accompagna ai terreni della Masseria. Scegliamo insieme la verdura, in base alla maturazione. La produzione è abbondante qui, se ne raccolgono ceste intere, quasi ogni giorno: pomodori rossi e gialli salentini, peperoni, cicoria, cime di rapa, finocchi e biete. Con quello che si raccoglie si cucina. Il menù è suscettibile di variazioni: in base alla disponibilità di campi e mercati, ci giochiamo il piatto del giorno. 

Saranno ormai almeno due anni che ho l’ambizione di creare un campo aperto, nel mio terreno in Alto Salento, per coltivare i prodotti davvero a km0, con cui cucinare. Ma io vivo a Milano e nella mia Tenuta 02 passo troppo poco tempo, per occuparmene. Alla Masseria Montelauro ho la possibilità di realizzare questo sogno. Qui i terreni sono gestiti all’antica, senza chimica, come farei io nel mio terreno. Sono felice come un bambino, mentre giro per l’orto e mi consulto con il contadino sullo stato di maturazione del pomodoro giallo, che a me sembra un po’ indietro, per il colore pallido. Ma con la sua sapienza il signor Angelo, (ma per tutti qui è Nino) mi spiega che questo giallo, poco intenso, dipende dalle abbondanti piogge di quest’anno. Il pomodoro, però, è a perfetta maturazione. Lo assaggio un po’ scettico, ma ovviamente ha ragione lui. E allora oggi si fa il sugo, per mia versione delle orecchiette!