Ritorno in Haier con un Salone da record

Di nuovo Eurocucine, di nuovo Salone del Mobile, di nuovo con Haier e con numeri da record. Sono sempre felice di collaborare a eventi di questa portata, perché mi danno la possibilità di esprimermi e di fare ciò che, forse, è più nelle mie corde. I dati ufficiali pubblicati sono di tutto rispetto con 1.950 aziende presenti in fiera, provenienti da 35 paesi, ma davvero da record sono i dati di affluenza 361.417 presenze complessive, 54,3% dall’estero (+100.000 presenze rispetto al 2022), segnando un +17,1% rispetto al 2023. Fa un certo effetto prendere consapevolezza che una parte considerevole di questi visitatori ha assistito anche ai nostri cooking show e, magari anche assaggiato quello che abbiamo cucinato.

Abbiamo chiuso la settimana di fiera, Ilaria e io – d’altra parte si sa, squadra che vince, non si cambia – con una serie di cooking show e demo delle nuove (e favolose) piccole appliance consumer, recentemente messe sul mercato da Haier. A parte il design davvero di grande impatto estetico, grazie al nero satinato, la parte tecnologica si conferma all’altezza della reputazione dell’azienda. Ho avuto modo di provarle nella mia cucina, prima dello show di Milano e devo ammettere di essermi divertito come un bambino!

LA SEMPLICITA’ DEGLI INGREDIENTI DI ECCELLENZA

Se vi chiedessi qual è il piatto più iconico della Puglia, non ho dubbi che tutti rispondereste “le orecchiette con le cime di rapa”! E io la penso esattamente allo stesso modo. Una ricetta di grande semplicità, ma talmente armonica nei suoi contrasti di sapori, da restare nel cuore. E se vi chiedessi dell’ingrediente più iconico? Io penso sia l’olio, ma si sa che sono di parte. E tuttavia questa particolare pasta, tramandata di famiglia in famiglia, sempre perfettamente al dente, il gusto leggermente amarognolo delle cime di stagione e l’olio, profumato, piccantino al punto giusto, magari a crudo, creano proprio un magico accordo, come le note nella musica.

Per le mie cime di rapa iconiche ho utilizzato l’olio millesimato di coratina 02, appena un po’ più deciso e piccante, leggermente più verde della linea tradizione di evo 02. Ho cotto al dente delle orecchiette fatte a mano, ho sbollentato le cimette di rapa con parte del gambo, ne ho frullato una parte con un frullatore a immersione. Ho poi scolato la pasta in una seuteuse, insieme alla crema di cime di rapa, che ho profumato con aglio e peperoncino. Ho saltato il tutto per creare una crema ben legata e vellutata. Ho poi impiattato, aggiungendo le cime intere e ho condito un giro del mio olio. Che piatto ragazzi!

NOVITA’ DALLA ZERODUE

I ristoranti aprono e chiudono, i piatti e le ricette passano e tornano di moda, tutto si trasforma e anche alla Zerodue non si sta certo fermi. Sono ormai 12 anni che produco olio e alcune referenze di conserve vegetali, come la crema di carciofi, che si conferma top seller. 

Dopo un primo esperimento dello scorso anno, che ho fatto passare sotto traccia, finalmente posso ufficializzare una grande novità: è pro to l’olio extravergine di oliva zerodue di pura coratina, estratto da poche specifiche piante. Insomma una sorte di millesimato, in lattina oro da 3 litri, con etichetta trasparente. Lo dico con grande orgoglio. 

Questa raccolta mi ha regalato grandissime soddisfazioni in termini di qualità. Tanto la linea di olio evo tradizionale, disponibile solo in latte da 5 litri, quanto il nuovo millesimato hanno colore, profumo e gusto, a mio avviso, tra i migliori che io abbia mai prodotto. Di fronte al forte calo di produzione di olive degli ultimi anni, un po’ dappertutto, ho la soddisfazione di un’ottima annata sotto il profilo della qualità e una bassissima acidità. 

Chi fosse interessato mi contatti via e-mail sansonichef@gmail.com o in messaggio privato.

I MIEI PIATTI IERI, OGGI E DOMANI

Da quando collaboro con il Dish di Ostuni, sto curando in modo particolare la presentazione dei piatti, la loro costruzione, il design, insomma l’impiattamento, termine tecnico che ormai è nel comune vocabolario. Quando si immagina una ricetta, ci si figura anche che aspetto avrà, come si alterneranno e si sommeranno i diversi ingredienti, i gusti, i sapori e i colori. Una cosa che io faccio spesso, è disegnare materialmente il piatto, con carta e matita.

Il Dish è un locale fresco e molto armonico, senza eccessi, con una terrazza e una vista che toglie il respiro. Da un posto così ci so aspettano solo cose belle. E quindi se il cibo deve essere buono, certo non può essere brutto, non qui.

Nel ripensare le ricette, cambiando combinazioni e ingredienti, riguardo le mie foto di poco tempo fa, per altri ristoranti che ho seguito e mi sono accorto di come lo stile evolva in fretta. Riguardo quei piatti e li confronto con quello che faccio oggi, a distanza di un paio di anni. E mi pare che sia passato in secolo. E domani? Faremo cose sempre più ardite o torneremo al classico?

Nella gallery quello che ero ieri e chi sono oggi.

2018 – Bisque, Tataki e fritto misto del Dish

2016 – Crocchetta di melanzana e fritto misto della Masseria Montelauro

2015 – Bisque a Tataki de La Rena

IL SEGRETO DEL TORTELLO

Con Raffaele e Mimmo, i due soci del Dish di Ostuni, stiamo lavorando alacremente a menù e nuovi piatti. Riprendo i miei cavalli di battaglia, li rifaccio, li assaggio con il palato di oggi, cerco di essere giudice severo di me stesso. Non voglio adagiarmi sull’idea di aver avuto buone intuizioni o di saper eseguire un piatto a regola d’arte. Rimaneggio le ricette. Le riassaggio. Momento sperimentale on.

Mi sto dilettando specialmente di pasta fresca. Non solo è indice di qualità ed eccellenza, ma è anche più efficiente per la cucina dei ristoranti, dati i tempi di cottura ridotti, rispetto alla pasta secca.

Il trip del momento è il raviolo, anche nella variante tortello. Dico raviolo o tortello perché penso a grandi dimensioni, circa 50 gr l’uno.

L’ultima creazione, che abbiamo in carta, è un tortellone bicolore con ripieno di pesce, in bisque con gambero rosso di Gallipoli.

Pasta al nero di seppia, accoppiata a pasta bianca o all’uovo, ripiena di rana pescatrice. Il segreto del ripieno è che i trancetti di pesce sono interi e conferiscono al piatto una gradevole consistenza.

GLI AMUSE BUCHE DEL DISH

Al Dish di Ostuni stiamo pianificando per l’alta stagione imminente. I dati delle previsioni stimano un’ulteriore crescita del turismo in Puglia e la città bianca si conferma al centro delle mete turistiche. Noi ci stiamo preparando a offrire un menù in cui i piatti siano legati dal fil rouge delle materie prime del territorio e dei sapori di Puglia. Vogliamo tuttavia ampliare l’offerta a ricette in po’ innovative e crossover, valorizzando le competenze e conoscenze di varie tecniche di cucina, che posso trasmettere alla brigata. Per aiutare i nostri ospiti a scegliere il piatto giusto per i propri gusti, stiamo lavorando su una selezione di amuse buche, che permettano ai clienti, specialmente stranieri, di testare i sapori e fare una scelta soddisfacente.

NOVITÀ IN ARRIVO AL DISH DI OSTUNI.

Dal mese di marzo sono in forze, come consulente, al DISH di Ostuni. Dopo un avvicendamento in cucina, che è storia recente, sarò io a firmare il nuovo menù a formare e coordinare la brigata di cucina, per prepararci come una squadra collaudata, alla stagione estiva. Il tempo non è poi molto e dovremo lavorare sodo. Una considerazione aggiuntiva è che Ostuni è una città per tutte stagioni, che vive di vita propria, anche in bassa stagione, ma che in estate deve essere pronta a fronteggiare un afflusso turistico decisamente importante.

Sono orgoglioso di questo incarico e ansioso di collaborare con la brigata, di discutere la mia idea di menù con la proprietà, con cui mi sento molto in sintonia. Sarà un’estate molto calda.

TAGLIATELLE E PINTI

La mia ricetta estiva per tagliatelle vegetariane, l’ho preparata con pasta fresca all’uovo, fagiolini “pinti”, una variante autoctona di cornetti lunghi, che coltivo nel mio orto pugliese, olio evo 02 ai fiori di basilico, sale, pepe nero e zeste di limone.

I pinti e la pasta hanno lo stesso tempo di cottura, cosi posso usare la stessa pentola e garanrirmi tagliatelle perfettamente al dente e verdure croccanti e verde brillante. Il tutto va ben condito con l’olio ai fiori di basilico, che ho messo in infusione tempo fa. La freschezza del basilico si combina con il profumo dello zeste di limone grattugiato al momento. Completo il piatto con una mulinata di pepe nero aromatico. Evviva l’estate in Alto Salento!

IL RISOTTO 2017: PORCINI E SHERRY ANDALUSO 

Tempo di preparazione della stagione 2017 e di sperimentazione di ricette classiche da rivisitare e personalizzare.  Il risotto è immancabile confort food dei week end pigri, quando l’ora di pranzo arriva un po’ a caso e c’è tempo di sperimentare.

Il mio risotto 2017 è una ricetta invernale e dal gusto inconsueto con note dolce e profumate. Ecco il mio risotto porcini e sherry andaluso. Ho scelto una bottiglia di Pedro Ximenes, della zona di Granada. 

Servono brodo di verdure semplice e filtrato in cui ho usato anche un pomodoro per accentuare la colorazione scura. Scalogno, carota e una costa di sedano tritati. Riso carnaroli, burro leggermente salato e parmigiano giovane. Infine porcini. Se freschi, vanno trifolati in padella con aglio. Se secchi, ammollati, per una notte, in acqua tiepida, che andrà filtrata e poi mescolata al riso per rafforzare il gusto dei funghi. 

Il risultato è un risotto cremoso ma leggero, grazie al brodo vegetale, dall’inconsueto colore scuro molto aromatico. All’assaggio le verdure dovranno risultare leggermente croccanti, mentre i funghi cremosi. Il gusto con una punta dolce, esalta il retrogusto più amarognolo del porcino. 

 

SALENTO INTERNATIONAL

Da executive chef alla Masseria Montelauro, a Otranto, ho cucinato molto per clienti stranieri, americani e canadesi principalmente. Ho riscoperto il piacere di cucinare piatti della tradizione italiana e pugliese, per gli stranieri. Questo per me è più che cucinare, è fare cultura. Significa non solo far assaggiare piatti, cucinati con tecnica e materie prime di eccellenza, ma anche contribuire a diffondere nel mondo il valore della cucina italiana, cercando di proprorre, in modo elegante, anche piatti semplici, della tradizione popolare, che però meritano di esser noti all’estero quanto pizza e spagette (spaghetti ndr).

Quando sono arrivato, pensavo che avrei demandato alla brigata l’onere delle preparazioni più tradizionali, come la purea di favette con cicoria. E’ un piatto che i Pugliesi hanno nel DNA. Nel  mio da Milanese, alberga più facilmente il risotto. Invece si è instaurato un clima di grandissima collaborazione e di scambio, con le mie cuoche e adesso le sfido anche sulla purea di fave, che ho personalizzato con una particolare cura nella presentazione, che prevede fiori colorati, colti nel nostro orto (in cui non si usano pesticidi o prodotti chimici) e spolverate di pepe al mulino e sale in fiocchi.