Nella mia zona in Puglia, a San Vito dei Normanni, è stato messo in campo un progetto di ripiantumazione del territorio, con piante autoctone e non solo. Il progetto è gestito dalla Forestale, con lo scopo di valorizzare il locale patrimonio territoriale e agronomico. Il progetto prevede la possibilità di ricevere, a titolo non oneroso, fino a 200 piante, per riforestare i terreni di proprietà. Il mio terreno è di circa 2 ettari, con ulivi, piante da frutto, capperi, e piante aromatiche. Tuttavia lo spazio è ampiamente sufficiente per accogliere ancora diverse specie e completare la mia produzione. Ho fatto richiesta per un mirto e per alcuni agrumi, in particolare un cedro e due varietà di limoni. Vorrei creare un piccolo agrumeto colorato e odoroso.
I SEGRETI DEL BBQ.
Sono giorni questi, in cui mi dedico a riordinare i casini e a leggere. Leggo tutto, alla ricerca dell’ispirazione. Mi ha divertito un articolo pubblicato dal blog di San Pellegrino (che poi acqua più buona non esiste) Fine Dining Lovers, che è sempre fonte di notizie e nuovi posti dove andare. L’articolo parla dei segreti del bbq americano, spiega con chiarezza la differenza tra griglia e barbecue, le modalità, i tempi di cottura, l’affumicatura e poi fa un focus sulle tipologie di tagli di carne. Dulcis in fundo propone drink in abbinamento, altro argomento a cui sono estremamente sensibile.
Ho vissuto diversi anni negli Stati Uniti e quel gusto speciale e affumicato del barbecue americano ce l’ho ancora in bocca. Oggi però sono diventato un estimatore altrettanto fervente della grigliata nostrana. Sempre leggendo qua e là su internet, ho trovato pochi giorni fa un articolo su un amico di San Vito, in Alto Salento, dove si trova il mio terreno, la mia Tenuta 02. L’articolo è dedicato a Michele Iaia, macellaio locale, amico e fornitore, ma soprattutto sopraffino grigliatore di professione. Riposto tal quale l’articolo di Puglianpleasures.com che tra bombette, salsicce e turcineddi, dice tutto quel che c’è da raccontare. Per il resto vale la pena un assaggio, tra un tuffo e l’altro in quel mare da sogno.
Summer is here and the weather is hot in Puglia. So it’s time to kick back, relax and have some fun with your friends and family. Why not invite them over for a BBQ? Don’t want to stand over a hot grill? Then call Mr BBQ! He’s a professional butcher and chef, therefore he only selects the best quality pieces of meat and then cooks them to perfection for you. Leaving you free to spend more time socialising; eating, drinking and being merry with your guests.
Mr BBQ is available for small or large gatherings up to 100 people and will bring his own BBQ, charcoals and even sauces. The only thing you need to do is select the menu!
All the meat is locally sourced and typical BBQ food from the Puglian region.
Select from the following options:
Bombette: Speciality of Martina Franca (Capocollo with cheese and breadcrumbs)
Beef…
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KITCHEN ATTRACTION
La legge dell’attrazione fatale non mi risparmia mai. Forse sono incorreggile, ma cucina e gente che vuol mangiare, per me, significano solo una cosa: mettermi ai fornelli. Anche quando la cucina non è mia e che io cucini non è previsto. In questo luglio milanese mi ritrovo a vivere un’avventura surreale, complice il frigo deserto e un temporale apocalittico. La banale idea di procacciarmi una cena non troppo equivoca, si trasforma nel sottoscritto – in bermuda e tshirt – che si fionda al foenello di una trattoria di Egiziani, a cucinare una cena, che abbia la dignità della cucina italiana, per un parterre de rois di americani in trasferta. E tutto finisce a limoncello e selfie.
[Per decenza non posto foto]
LU SALENTU…LU SULE…LU MARE…LE PIERRE!
Ho lavorato come un matto. Lo so che, a vedere le mie foto, scatterebbe la facile ironia. In realtà ho curato seriamente le pierre. Incontrando gente, provando locali, andando a vernici e inaugurazioni, assaggiando prodotti e prendendo accordi con le maestranze, per programmare i lavori durante l’anno e, non ultimo, muovendomi per cercare finanziamenti e finanziatori. È un tour de force. Non so perché, ma questa modalità operativa, a Milano, mi sembra sempre molto più faticosa. Eppure anche nella piccola San Vito (a soli 2 km dalla Tenuta 02) a ogni nuova stagione, succede qualcosa, si aprono nuovi posti. Tradizione e innovazione convivono in una strana armonia: la festa patronale di San Vito (che dura ben 3 giorni, tra luminarie Natale style e street food vario) sfida i nuovi locali dall’atmosfera contemporanea. Bancarella con bombette a nastro VS bartender con look niuiorchese. E’ il Salento! E’ il Salento che mi piace.
CRONACHE DI UN SUCCESSO ANNUNCIATO. ONE NIGHT AL DOMANI SMETTO
Successo annunciato. Annunciato dalla curiosità degli oltre 1000 post sul blog e sulle pagine Facebook, in un solo giorno. Annunciato dalla condivisione degli amici, annunciato dal passaparola. Da uno stop per due chiacchiere al Domani Smetto, lì per lì, nasce l’dea di fare una one night insieme, Marco Di Gennaro e io. Il mio programma era di rientrare a Milano venerdì, quindi programmiamo per mercoledì sera. Sushi? Qui di sushi bar non ce ne sono. Però il tempo per un minimo di battage proprio non c’è. Ecco che martedì sera, sommerso dal riso da sciacquare e preparare, mi sale la consueta ansia da debutto. Il timore che non ci sia abbastanza gente, a ondate, viene spazzato via dai dati di visualizzazioni del post sui social. Altissimi. Ecco, l’ansia vira in panico, mi sento oppresso dalle aspettative della gente, degli amici, di chi mi conosce e di chi ha solo sentito parlare di me, del cuoco milanese con la barba. Mercoledì è una giornata frenetica di preparazione, i roll da stendere, farcire e porzionare, i continui contatti con Marco. I tavoli sono sold out, il tempura… ecco anche la friggitrice da recuperare. Il Domani Smetto non ha cucina, quindi bisogna preparare in anticipo quello che si può e il resto lo faremo al momento, come in un vero sushi bar. Alla fine è andato tutto come nelle aspettative. È stata un’esperienza intensa e vissuta con molta passione. Grazie a Marco che ha creduto in questa follia.
OPEROSITÀ 02 ALL’ATTACCO DEL TERRITORIO
Quest’anno la mia lamia in Alto Salento ha riscosso un discreto successo. Sto incominciando a raccogliere i frutti dei miei investimenti. Tanta fatica e tanto impegno – economico e di tempo – mi hanno tolto il sorriso più di una volta in questi 5 anni. Ma mi basta poco, per ritrovare la spinta e per andare avanti. La manutenzione del terreno e della casa non sono poca cosa e il terreno, in particolare, detta legge sui tempi. Adesso che sono di nuovo qui, ho ritrovato il mio posto nell’universo, una nuova carica mi ha fatto uscire dal torpore invernale. Pronto per sanificare la cisterna dell’acqua, rivoltare il terreno a cavallo del trattore, organizzare la raccolta dei capperi e delle mandorle e, con il ricavo, coprirò i costi dei lavori. Comincio a capire come funziona e a metterlo in pratica. Meeting di 2 ore con Angelo, che gestisce i terreni della sua famiglia e ho visto la luce. Dei latifondi i suoi, confronto ai miei due ettari. Mi sta aiutando a razionalizzare la gestione che, data la distanza, talvolta è stata un po’ schizofrenica, alla rincorsa delle esigenze del terreno. Oggi è diverso. Oggi si pianifica. E poi? E poi PR a manetta, tra Salento e Milano.
DOMANI SMETTO
Si domani smetto. Posso smettere quando voglio… In realtà DOMANI SMETTO inizia questo luglio la sua avventura, a base di Moscow Mule e Mojito. Marco Di Gennaro, look da dandy, bretelle, panama e baffi, maneggia shaker e bottiglie da maestro e, con un low budget che non ci si crede, ha messo in piedi uno dei più bei locali, che ho visto di recente. Less is more. Tanto bianco, legno, atmosfera e passione per il nuovo locale, aperto sul corso principale a San Vito dei Normanni, in Alto Salento, a un paio di km dalla Tenuta02, il mio buen retiro. Una carta di food semplice e sfiziosa completa la vera novità dell’estate 2016 a San Vito. E per dire mercoledì sera vi aspettiamo: io al sushi, Marco allo shaker. ne vedremo delle belle!
FRITTO MARCHIGIANO. GASTROTOUR2016

Sarà banale, ma un fritto fatto bene, piace sempre. Il fritto marchigiano è misto di carne e verdure, con alcune peculiarità. La carne è sia di pollo che vitella. Poi si aggiungono le tipiche olive ascolane, che purtroppo sono una specialità largamente esportata, ma raramente ben fatta. E si aggiunge una specialità dolce, a mixare i sapori, una crema pasticcera fritta. Tipica anche di Bologna e della Liguria, ma a carnevale si mangia anche a Venezia. Si ottiene preprando una crema pasticcera che va fatta addensare, prima di essere impanata e fritta.
* si ringrazia fabrianoturismo.it per l’immagjne che ho scelto perchè permette di distinguere le singole tipologie di prodotti che compongono il fritto marchigiano.
COME TRADIZIONE VUOLE: GASTROTOUR2016.
Come tradizione vuole arriva luglio e io sbrocco. A Milano mi sento in gabbia. È un momento diverso da come lo avevo programmato mesi fa, questo luglio. Ma la vita, si sa, fa sempre quello che vuole. Quando sento le batterie esaurite, non resta che un’opzione: la fuga nel mio terreno in Alto Salento. Basta guardarlo da google earth! Non funziona allo stesso modo. Quindi, senza troppi programmi e, come tradizione vuole, carico la macchina e, in 8h30minuti, arrivo a Santu Vitu.
E parlando di tradizioni e di viaggio lungo la penisola, le Marche meritano una gastrososta. Tra i piatti della tradizione marchigiana uno in particolare mi ha colpito: i MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE. È una pasta all’uovo sottilissima, che può cuocere anche nel sugo per circa 1 minuto. Hanno anche ottenuto l’IGP. Si condiscono sulla spianatoia con il tipico ragù marchigiano a base di carne di agnello e formaggio gratuggiato in abbondanza. La delicatezza di questi sapori colpisce il palato quanto la genuinità delle materie prime. Qui è forte il legame con la terra, coperta di girasoli a perdita d’occhio.
ARTE E FOOD IN GALLERIA
Piccolo vernissage in galleria d’arte nel cuore di Brera. Prestigioso? Si. Lavoretto semplice? No. La tensione è la stessa del gran debutto e si somma la logistica complicata. Tavoli di appoggio, appliance, attrezzature inesistenti o quasi. È normale che sia cosi. Bisogna prepararsi un bella check list completa e razionalizzare le cose da fare. Poco o tanto che sia, l’essenziale è che il cibo sia buono, si presenti in modo elegante e, soprattutto, che il cliente sia soddisfatto.





