PARIS FOOD TOUR 2016. LA RUE DES GRAVILLIERS

Molte delle novità culinarie della capitale francese si concentrano intorno alla zona del Haut Marais/Beaubourg. È un triangolo che arriva a rue du Temple, sempre in pieno fermento di nuove aperture, in particolare di cibo etnico. E’ la zona non lontana dal Gravity Bar, che è già una leggenda parigina, ma anche del Derriere, del 404 e dello Shabu Sha, che non perdono lo smalto negli anni. In questa via, stretta e lunga, che da rue des Archives porta fino a rue de Turbigo c’è un incredibile concentrazione di nuovi microscopici locali entro i 10 posti a sedere. c’è la pizza vegan di Hank, il sushi di Koko, un verre à vin in piedi da Trinquette o seduti nel dehor da Le roi de pique. Volendo si mangia anche italiano da Ristretto, o noodles dai Cinesi.

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PATÉ DI FEGATINI CON GELATINA AROMATIZZATA

Una ricetta perfetta per il pranzo di Natale.

PATE’ E GELATINE

La ricetta prevede la realizzazione di un paté alleggerito, realizzato senza burro e una gelatina di copertura in due varianti, agli agrumi o ai funghi porcini.

INGREDIENTI: gelatina in cubetti o in polvere, 250ml di acqua, fegatini di pollo, 2 scalogni, 1/4 cipolla bianca, 1 bicchierino di Marsala o Sherry

PROCEDIMENTO PER LA GELATINA: Far riscaldare 250ml di acqua, porvi la gelatina cubettata o in polvere, portare ad ebollizione, sciogliendo il composto e stemperando con un cucchiaio di legno.

Per la gelatina agli agrumi aggiungere 2 cucchiai di aceto di mele e zeste di limone e mandarino

Pe la gelatina ai funghi porcini aggiungere 2 cucchiai di aceto di mele e 10g di porcini secchi

A questo punto aggiungete altri 250ml di acqua anche fredda e mescolate, fate raffreddare il composto e versatelo in un contenitore a scelta. NOTA TECNICA: Se foderate il contenitore con della comune pellicola sara’ piu’ semplice staccare la gelatina, che nel frattempo si sarà rappresa.

Per le decorazioni uso gli elementi che ho posto precedentemente in infusione.

PROCEDIMENTO PER IL PATE’: pulire i fegatini di pollo, privarli delle sacche e del grasso in eccesso e tagliarli a pezzi da 2cm circa

Soffriggere il tutto con 2 scalogni e 1/4 di una cipolla bianca, tritati finissimi, quindi sfumare con marsala o cherry. VARIANTE TECNICA: ho usato il Cointreau con ottimo risultato.

Lasciare rapprendere e frullare con un robot da cucina, quindi passare il composto ottenuto con uno chinoise e porre in una sacca da dolci, che useremo per guarnire i crostini.

Tostare i crostini e il gioco è fatto, io li servo con una scorzetta di cetriolino sott’aceto ed un cappero sotto sale del mio terreno in Puglia.

Conservare in frigorifero con pellicola a contatto.

ARTS&FOOD. SUGGESTIONI DALLA TRIENNALE DI MILANO

Occasione per visitare la mostra Arts&Food in Triennale. Confesso che non sono tanto un tipo da mostre. Mi frena una certa pigrizia mentale (mi dicono) poi quando ci vado, mi si apre un mondo. Questa mostra poi ha molto a che fare con la storia del mio lavoro, la sua evoluzione nel corso dei secoli, dal design delle cucine, all’architettura del locali, dalle stoviglie alle macchine e dispositivi. Restano solo poche ore per vederla ed è davvero un peccato perderla.

L’Excursus parte dal 1851, anno della prima Esposizione Universale di Londra e dal celebre dipinto Dejauner sur l’herbe, declinato in varie forme e modi dai vari artisti che l’hanno reinterpretato. Attraverso il cibo, le cucine, l’arredamento di case e ristoranti, le stoviglie e il packaging – che non è visto solo come imballaggio del cibo – ma come vero e proprio oggetto d’arte da artisti come Warhol o Mimmo Rotella si ripercorre la storia della nostra società. Nei miei scatti quello che mi ha colpito. Strano a dirsi sono cucine.

A PROPOSITO DI MENTALISTI E QUANTUM LEAP

Se vi chiedete che c’entra con il quantum leap un cuoco in fissa con l’olio evo e il Salento, con il ramen e la ricciola, con i cani e i viaggi, non so proprio che dirvi. In realtà il trait d’union sono le lunghe chiacchierate di fine estate con Vincenzo Todisco, la passione comune per il cibo autentico e un certo stupore, che a volte si suscita nelle persone. Ed ecco che si arriva al salto quantico (il quantum leap, appunto) e si viene proiettati in un castello medievale, a ordire un menù segreto per un evento importante, nella qualità dei palati e nei numeri.

Curerò la cucina per l’evento QSL Italia,  che si terrà il prossimo 6 novembre al Castello di Carimate.

Per il menù mi farò ispirare dal video dell’evento

Sto pensando a piatti leggeri per il business lunch, che sarà a buffet, per velocizzare le operazioni e favorire la conoscenza tra i partecipanti al convegno.

Per la cena invece ho in mente un menù della tradizione italiana e francese, con fois gras, ravioli, petto d’anatra laccato. Il cibo sarà rivisitato e trasportato nel futuro, utilizzando contemporanee tecniche di cottura e curando l’estetica dei piatti.

CATALANA DI SCAMPI CON THAI DRESSING

Gamberi, scampi, aragoste… ne vado pazzo! Cena in terrazza di fronte al mare, con amici? Ecco una ricetta, semplice da realizzare e perfetta nel periodo di gran caldo, per chi si vuole nutrire in modo sano, ma senza rinunciare a qualcosa di sfizioso. E soprattutto offrendo ai propri ospiti una cena di qualità. Consiglio una catalana di scampi. La mia versione prevede alcune modifiche negli ingredienti tradizionali della catalana e, in particolare, un dressign thai, che aggiunge una spinta piccante originale.

Pulire gli scampi, inserirvi dei lunghi stecchi. Portare a ebollizione l’acqua e cuocere gli scampi con il carapace.

Nel frattempo tagliare i peperoni giallo e rosso a julienne, in modo che gli scampi riposino qualche minuto. Quindi sgusciarli mantenendoli sullo stecco, saranno più facili da mangiare.

Per impiattare disporre la julienne di verdure sul fondo di una ciotola, condire, aggiungendo il dressing thai e infine posizionare gli scampi.

Io amo il mio set giapponese, che riesce a valorizzare ogni piatto. All’esterno i tradizionali decori giapponesi con i colori classici sul blu, sono perfetti per una tavola estiva e all’interno il bianco puro fa risaltare i colori della natura, il rosso e il giallo vivo dei peperoni, il rosa degli scampi, il pepe, il sesamo nero e infine il dressing rosso.

CRAB SALAD PER TUTTI. LANGOSTERIA FISH BAR

Di ritorno a Milano prima della prossima tappa, questa volta di pura vacanza, ci vuole una serata di “vizio” alla LANGOSTERIA FISH BAR. Appena arrivato sono stato attratto dal chiosco della crab salad. Sono stato piacevolmente sorpreso dallo chef che ho trovato in cucina, che conosco bene. Ho deciso di provare subito il gazpacho con aragostelle e la crab salad ovviamente. Mi sono tenuto uno spazio per una frittura di calamari e gamberi, fatta a regola d’arte, asciutta, croccante e con il pesce cotto alla perfezione. Ho concluso con una granita siciliana al caffè. Me ne preparo spesso una versione mia personale a casa, che ho chiamato il bel fresc, versione alla salentina, con latte di mandorla, che contrasta l’amaro del caffè con la dolcezza, non invasiva. Tornando alla Langosteria fish bar: esame passato brillantemente. La mano dello chef capace si è fatta notare subito. Mi è piaciuta anche la formula dello spazio, molto carino sotto il profilo architettonico, piacevole e frequentato da persone di diversa estrazione, dalle famigliole con bambini a gruppi di amici e coppie. Eterogeneo e chic. Consigliato, sia per l’ambiente che per la cucina.

DESIGN MEETS… CHEF FABBRO

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Il prossimo 22 giugno sarò protagonista di un evento Fuori Expo. Fa parte degli incontri organizzati dalla bibbia del Design Interni. Il ciclo di eventi si chiama DESIGN MEETS FOOD, MILANO MEETS THE WORLD. Insieme alla paper designer Francesca Meana, parlerò di design, food e packaging sostenibile, nello show room Arclinea.