MILANO FOOD CITY

MILANO di nuovo capitale del food. Un mini expo è in arrivo per l’inizio maggio, in concomitanza con due eventi business di portata nazionale: la fiera TUTTOFOOD e il programma di conferenze SEEDS&CHIPS, per il quale il mio blog è stato accreditato. Di argomenti interessanti ce ne sono tanti all’ordine del giorno, ma di tutti non vorrei perdermi l’intervento di Barak Obama. E poi dal 4 all’11 maggio la città si popolerà di eventi, come durante la settimana del design. Se questo “fuorisalone” dedicato al cibo riiscirà a eguagliare l’originale del design mon so dirlo, ma lo spero davvero. E intanto sarò a Milano a osservare e parteciperò agli eventi business in fiera e andrò a curiosare a qualche evento in città tra cui l’aperitivo organizzato da Accademia del panino Italiano.  

BARBRUTO. 

Recentissima apertura in via SanMansueto, zona Bocconi, a due passi dal Pravda, il Barbruto, serve birre artigianali e panini gourmet. È  il tipico posto che mi piace, arredato anni 50, con le sedie colorate in formica, cornici vuote alle pareti, due enormi lavagne con food and drink e un bartender barbutissimo, in camicia a scacchi che spilla birre, col braccio tatuatissimo. Una cosa curiosa i keg della birra alla spina in bella vista. Ho notato che usano i nuovi in PET monouso, che sono una delle novità tecniche dell’ultimo anno. Sono leggeri e riciclabili. Divertenti i nomi delle birre tra cui spiccano Ambroes, seriial Keller e Scarliga. 

Password Wi-Fi in bella vista e cuore disegnato alla parete, con tanto di valvole e capillari sotto cui spicca una perla di saggezza di quel gran filosofo contemporaneo di Jep Gambardella.

Veniamo alla sostanza: i panini sono ben calibrati, sostanziosi e belli croccanti, serviti su un taglierino in legno griffato barbruto.

Un neo? La.colonna sonora in puro cantautore nazionale, che non è proprio il mio stile. Si vede che questo barbruto, sotto sotto deve avere un cuore romantico e intellettuale.

PAVÈ BREAKFAST. 

In via della Commenda ha aperto un nuovo Pavè, dedicato al breakfast.Uno come me, che non ha mai fatto colazione, salvo un metro quadro di focaccia, se capita, oggi non rinuncia a un buon cappuccino e un croissant fragrante e burroso, almeno quando sono in relax. Proprio relax mi ha trasmesso questo Pavè break. Ambiente chiaro, laboratorio a vista sul fondo e prodotti come cioccolato o biscotti a marchio proprio incartati con carte colorate ispirate a Marimecco. I prodotti da forno e la.pasticceria si confermano all’altezza della reputazione del brand. 

NEWS DAL FRUTTETO 02

In visita, per un breve periodo, al mio terreno in Alto Salento, vengo accolto dalle mille sorprese della natura, che sta bocciando con la nuova primavera. Erba brillante a perdita d’occhio e già abbastanza alta (troppo alta), macchie di fiorellini di campo e pettirossi a non finire. Ma la sorpresa più bella viene dal mio micro frutteto. Il limone è carico di frutti gialli e sodi. Quel limone ha una storia. Stava, in pratica, in mezzo al rudere della casa, quando ho comprato il terreno. Era sul retro, in un punto poco strategico per i lavori di ristrutturazione in programma. Lì sarebbero dovuti sorgere un cortiletto e una camera. E c’erano le tubature da far passare, così il limone è stato spostato altrove. Ed è rimasto dormiente per 4 lunghi anni. Foglie e fioritura si, ma frutti zero. E ora invece mi ha regalato un raccolto degno di essere festeggiato con un limoncello home made. I limoni sono già raccolti. Tra poco saranno al macero nell’alcohol e, fra pochi mesi, lo assaggiamo. Felicità allo stato pure. 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DEL TERRENO.

Si riparte. Tra poco, di nuovo verso sud, direzione Tenuta 02. La natura chiama, la primavera è alle porte e il terreno è da sistemare per il periodo produttivo. In questo momento mi sto interessando di permacoltura. È da tempo ormai che ho l’idea di rendere più produttivo il mio terreno. Ma se produrre l’olio è un’operazione abbastanza semplice, una produzione agricola tutt’altro impegno. Sto approfondendo le varie tecniche, quelle meno invasive, che non sottopongono il terreno a usura eccessiva, quelle che non richiedono troppa manutenzione e lavoro, ma soprattutto che non prevedono che si pompi il terreno con prodotti chimici. Tra pochi giorni sarò in Alto Salento a vedere lo stato del terreno e a incontrare persone, che mi possono consigliare e supportare, in questo progetto. Certo la start up richiede la mia presenza in loco e ancora non so se quest’anno sarà quello giusto. I giochi sono ancora aperti. 

MAM 9 TO 01

Periodo di riflessione post delusione professionale (come si sbaglia, quando si vuol credere nel miracolo). Comunque il cambio repentino di programmi, che ti sparechia i 12 mesi a venire, ha il suo lato positivo. Ti costringe a fermarti a riflettere su cosa vuoi fare da grande. E alla fine puoi riflettere anche girando tra cocktail bar, bistrot e locali di moda, dei più vari. Ecco quando sei impegnato nel flusso del lavoro, di tempo non ne hai per osservare le tendenze in atto. Puoi solo fiutarle, intuirle presagirle, ma viverle no. Quindi mi godo (si fa per dire) quello che offre la città. Sabato pomeriggio vado al MAM (Milano Amore Mio) così per un caffè. Il nome comincia a circolare a Milano e se ne legge spesso sui blog. Posto piccolo, come infatti si usa oggi, arredo vintage-creativo, tavoli, sedie, lampade spaiati e di recupero, colori neutri, cucina a vista su strada e – la vera chicca – tazze e teiere di porcellana antiche. Bella l’offerta di tè in barattolo, con miscele pregiate come tè nero e bianco e frutta, vaniglia, agrumi. Il tutto servito al tavolo con un grande vassoio. Il MAM apre al mattino per colazione e chiude a tarda sera. Questa è proprio la tendenza del momento: offerta dalla colazione al dopo cena, sempre aperto, atmosfera tranquilla. Per ora provato solo il tea time. 

CONFORT FOOD. IL GATTÒ DI MIA NONNA

Primavera alle porte, week end casalinghi di riirganizzaziobe di mille cose e voglia di confort food, che per me sono le ricette di mia nonna. Di origini partenopee preparava la focaccia con la scarola, i calzoncelli fritti strabordanti di mozzarella filante e il.gattò di patate. La ricetta è semplicissima e le varianti della preparazione infinite. 

Occorrono patate, un rosso d’uovo, parmigiano grattugiato, pan grattato, sale, burro, olio evo, noce moscata e pepe nero al mulino. Per la farcitura ho scelto prosciutto cotto e un formaggio francese a pasta molle come il Caprice de Dieux. 

Far bollire le patate e poi passarle nello schiacciapatate per rendere l’impasto soffice e arioso. Impastare con l’uovo, il.parmigiano e le spezie e una noce di burro. Ungere con il burro in teglia da forno o una pirofila. Stendere uno strato di patate, farcire con prosciutto e formaggio, coprire con un altro strato di patate, terminare con parmigiano, pangrattato e pepe. Aggiustare di sale e aggiungere un filo di olio. Quindi infornare per far fondere il formaggio e gratinare la superficie. Non resta che sfornare e tagliare a fette. Con un ballon di rosso, il confort è servito. 

UN BRUNCH DA MADAMA

Ho già scritto un annetto fa dell’hamburger del Madama e – se posso dirlo – è ulteriormente migliorato, grazie anche a un nuovo fornitore di zona. Strategicamente posizionato nella zona  emergente intorno a Corso Lodi, di fianco a un ostello, a poche centinaia di metri dalla Fondazione Prada e dallo scalo Porta Romana, vanta il Consolato Cinese come dirimpettaio. La scelta questa volta è caduta sul brunch. La proposta prevede caffè americano filtrato originale, succhi misti, acqua e la possibilità di scegliere un piatto caldo tra cui hamburger, anche in versione vengana, originale e ricco english breakfast, oppure tranci di pesce e varie altre pietanze. Per chi ama il dolce, con 3 euro, puoi ordinare degli squisiti pancake, con succo d’acero originale. Il refill del caffè è garantito. Atmosfera easy e informale, adatto a giovani e famiglie e gente socievole. Rapporto qualità/prezzo ineguagliabile a Milano. Ha anche un dehor per la stagione estiva. Chiedete del “Bambi”, lo trovate al bar. 

Credit: foto del sito di Madama

IL PANINO ITALIANO. ACCADEMIA E FONDAZIONE

Alla presentazione della Fondazione Accademia del panino Italiano: scuola di cucina del.panino, centro culturale e magazine, tutto dedicato al made i Italy del panino. Il panino è uno dei trend di consumo laddove i driver nel food sono velocità e qualità. I numeri del consumo nel mondo sono impressionanti. Quello che manca, in Italia, è la capacità di proteggere il vero made in Italy. Il presidente Antonio Civita è anche il titolare del brand “Panino Giusto”. 

L’evento di presentazione prevede un video molto ben girato, dedicato a territorio, maestria e creatività e un parterre di relatori tra cui il Prof. Alberto Capatti, intervistato dal gastrosofo Alex Revelli Sorini. Il succo del discorso è, secondo Capatti, il fatto che il.panino è un cibo che cresce.

Si prosegue con un’intervista al “panettiere” per antonomasia Davide Longoni. Si conclude con Aldo Colonnelli, nome di spicco del design italiano. Il momento che attendevo di più è stato.l’intervento dello chef Claudio Sadler, che ho servito qualche anno fa quando seguivo il progetto di un’enoteca sui navigli e spesso veniva a mangiare un boccone da noi. La sua passione per i panini adesso mi è chiara. 

Per chiudere si tiene un intervento relativo al magazine. E chi lo dirige? Ma che domande! La food-xpert Anna Prandoni. 

FALAFEL BISTRÒ


Voglia di pranzo veg? La recente apertura del Falafel bistrò in zona Ticinese a Milano, è la risposta. Almeno per me. Non mi accontento di riempirmi lo stomaco, cerco sempre di gustare qualcosa disponibile sfizioso anche quando sono in vena junk. Adoro i falafel, in tutte le salse con hummus e Tahine in modo particolare. In questo piccolo fast food ti preparano il pita falafel al momento, con pane tiepido non fritto, con tanta verdura fresca, una giusta dose di falafel appena fritti, un’abbondante dose di hummus alla base e di Tahine per chiudere. Un pranzo vegetariano, alla fine. Non mi fa dimenticare il.”paradiso dei falafel” di rue de Rosier a Parigi, ma ci tornerò volentieri.