DISH: CROSSOVER INTERNAZIONAL-PUGLIESE

Al Dish di Ostuni, di cui mi occuperò per la prossima stagione, ci sono alcune precondizioni molto favorevoli, come la cucina a vista, affacciata su una sala raccolta, un numero contenuto di coperti, la posizione geografica magnifica, un arredo fresco e contemporaneo. Basta? No. Non basta. Per valorizzare la presentazione di un piatto ci vogliono belle stoviglie. E al Dish sono stati lungimiranti. Possiamo contare su un assortimento di piatti dal design contemporaneo, realizzati con materiali di qualità, sottili e rigorosamente bianchi, con un’aggiunta di alcuni pezzi davvero orìginali. Sono convinto che riusciremo a offrire ai clienti dei piatti presentati in modo accattivante seppur semplice. Perchè poi il piatto si deve mangiare e deve essere buono. Quindi la semplicità è bellezza e vince su tutto. Metteremo al centro il cibo e i suoi colori vibranti e creeremo un’atmosfera internazional-pugliese.

UNTITLED. LO STILE

Sempre alla ricerca di stoviglie originali per piccoli eventi o per i locali di cui seguo lo sviluppo. Mi ha colpito un piccolissimo negozio in centro a Milano, ma in una zona poco battuta e tranquilla. È ubicato in una casa del 500 che si sviluppa in verticale e viene utilizzata anche per piccole presentazioni. Sono piatti in cui dominano i colori e sono disegnati dal designer proprietario del marchio e 100% made in Italy. Ovviamente è un prodotto artigianale realizzato in tirature limitate. Un’altra molto carina sono dei piattini in vetro trasparente, bordati oro con soggetti dipinti sempre in oro, come spighe o api. Ho scelto le api. Si possono posizionare su vecchi piatti per rinnovare l’immagine o impreziosirli.

Mi è piaciuta molto la confezione, a cui presto sempre grande attenzione. Utilizzano una carta spessa su cui sono stampate ricette della tipica cucina milanese, chiusa con un’etichetta in carta,che riproduce il sigillo in ceralacca. Ho anche approfittato degli ultimi saldi, quindi non mi sono limitato a guardare.

FUORISALONE2016 VISTO DALLA CUCINA

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Questa edizione del fuorisalone me la sono un po’ persa. Troppe urgenze a cui far fronte, le consegne per La Rena e l’evento della Brera night. Tutto questo giro di parole per dire che ho visto solo gli allestimenti intorno alle location del lavoro. Ho fatto il cucoblogger</em collezionando cartelle stampa ma facendo domande tecniche da cuoco. Con zero tempo, mi sono concentrato sulle esposizioni di cucine (da Molteni a Del Tongo), in particolare sulle piastre e griglie di cottura, una visita a Richard Ginori per rifarmi gli occhi e alla fine concludo nel dire che Boffi -che ha presentato una soluzione con i soli fuochi incastonati nel piano di lavoro in pietra – è sempre un passo avanti. Estetica minimalista voto 10.

ATTREZZI DEL MESTIERE

Ogni volta che vedo un attrezzo da cucina, un forno, un tong, un coltello che non ho, un wok, una mannaia o un servizio di piatti sono come posseduto. Una volta che mi piace ricordare è una domenica di settembre, in una Milano ancora soffocante, una domenica di un week end strapieno di eventi, uno più bello dell’altro, alla fine di una di quelle settimane in cui succedono tante cose. Una di quelle domeniche in cui, in realtà, hai solo voglia di rilassarti a casa, guardando la partita a scrocco sul computer. E così è andata. Avevo un invito per SWEETY OF MILANO, di cui mi hanno riferito grandi cose. E poi c’era anche l’EAST MARKET MILANO in via Ventura, di cui ricorre domani il 1° compleanno. Dopo l’intervento al convegno durante Expo, a parlare di packaging e lotta allo spreco alimentare e una serie di trattative per lavori, tutti in opzione e nessuno confermato, il crollo dell’adrenalina era annunciato. Inutile dire che ho guardato la partita, sbragato.

Poi alla sera ho ricevuto un pacchettino in regalo (tanto per ricordarmi della mia assenza). C’erano dentro 6 piatti da frutta bianchi, bordati di oro zecchino, assolutamente perfetti, essenziali, eleganti, arrivati direttamente dallo stand più bello di uno degli eventi che ho snobbato (solo per stanchezza). Sei piccoli pezzi vintage da collezione. Vado fuori per le vecchie stoviglie, i piatti antichi, le zuppiere della nonna, i piatti da portata enormi. Mi piacciono per una cena a casa, ma quando posso, per eventi piccoli e raffinati, li uso anche per lavoro

Quindi OOOOOH.