02/STORIA DI UNA SALSA: PRONTI PER LA SEMINA

L’esperimento dei cassoni, per gli orti, che ho iniziato scorso anno, ha funzionato in parte. Il lato estetico sicuramente. Dalla veranda si gode di una vista sulle verdure colorate che apre il cuore e anche lo stomaco. Anche il risparmio idrico è stato un successo, rispetto al campo aperto. Però alla semina di quest’anno ho progettato di apportare alcune migliorie tecniche.

Avevo già approcciato la coltivazione con il metodo della pacciamatura, a livello teorico. Mi ero studiato bene il sistema e i vantaggi, ma non l’avevo poi applicato, pensando che la costruzione dei cassoni in tufo fosse già un passo avanti.

Invece ho capito che la pacciamatura potrebbe essere il vero salto di qualità. In pratica, consiste nel coprire con teli in polipropilene il terreno, praticare dei tagli regolari in cui inserire le piantine e infine coprire il tutto con la paglia. Questo sistema consente al terremo nei cassoni, già opportunamente concitato con stallatico a lento rilascio, di mantenere la giusta umidà e temperatura per la crescita delle piante. Il sistema irrigante è stato posto al di sopra dei teli, con appositi bocchelli che portano l’acqua a ogni singola piantina. Così dovrei poter ottimizzare ulteriormente il consumo idrico. La copertura con la paglia o il cippato preserva i tubi e il terreno dal calore eccessivo e regala un aspetto premium che neanche ci fosse un un designer dei giardini a occuparsene.

Il telo evita la crescita di erbacce e infestanti, lasciando tutto il nutrimento intatto per le colture. E sotto i lombrichi continuano a svolgere indisturbati il proprio lavoro nel terreno.

02/STORIA DI UNA SALSA: ARATURA E PACCIAMATURA

La quarantena prosegue per tutti. In Puglia sembra che la reazione della politica sia stata efficace e la situazione appare meno drammatica che al nord. Quello che mi ha stupito di San Vito è stata la capacità di riorganizzazione della comunità. Ormai mi consegnano la spesa anche nella mia sperduta contrada, in campagna. Per la cronaca casa mia non ha un indirizzo, ma solo l’indicazione della contrada. Insomma, il postino non suona nè una nè due volte. Però tutto funziona senza ressa.

Con l’ultimo decreto è stata anche riattivata la silvicoltura e le attività agricole sono operative. L’erba è già alta e nelle prossime settimane rischia di superare il livello di guardia. Contro il rischio xylella e incendi, è obbligatorio tagliare l’erba. Il mio fido Antonio, in mezza giornata o poco più, ha trascinato tutti i rami a terra in una enorme catasta e poi, con geometria maniacale, ha rigirato il terreno in orizzontale e verticale, fino a renderlo un velluto. Ci vorrebbe una bella pioggia per abbattere la terra, ma il meteo volge al bello. Con un caldo già estivo e un vento scoraggiante, ho passato il week end di Pasqua a stendere i teli per la pacciamatura nei cassoni per gli orti. C’era da immaginare che sarebbe stato un lavoro certosino. Con l’impossibilità di procurarmi tutti gli elementi necessari, ho dovuto creare, a mano, dei ganci a U, ripegando un fil di ferro, di grosso diametro e tranciandolo con la pinza. A uno a uno, li ho conficcati nel terreno, a distanza regolare per bloccare i teli nella terra ed evitare che il vento li strappi e li sollevi. Ci ho lavorato quasi un giorno intero.

Morale della favola, schiena dolorante e faccia brucciacchiata dal sole, ma a tutta questa fatica corrisponde una soddisfazione al quadrato, nel vedere il mio progetto prendere forma.