INSALATA DI BARBABIETOLA ROSSA

Questo luglio alterna giornate torride a temporali tropicali, ma per quanto rinfreschino l’aria, quella sensazione di poca idratazione io l’avverto, in modo costante. È una cosa ricorrente del periodo estivo come ricorrenti nei miei menù, sono le insalate fresche e croccanti. La regola d’oro per una buona insalata è utilizzare diverse varietà di insalate, alcune più dolci e gentili, altre più amarognole. Se trovo la rucola selvatica, non me la faccio scappare, ne aggiungo qualche foglia, oppure la frullo con olio evo e sale e diventa un perfetto dressing.

Per tener fede al mio credo della stagionalità mi preparo all’utilizzo della barbabietola rossa, che si raccoglie già a fine primavera/inizio estate. Una volta cotta al forno e lasciata raffreddare, la taglio a dadini. Aggiunge un retrogusto dolce e consistenza, al solito mix di insalate verdi. La barbabietola rossa è ricca di zuccheri e sali minerali, ma anche di vitamine. Ha numerosi benefici dell’equilibrio del corpo perchè depura e rimineralizza.

Completo l’insalata con succo di limone non trattato è un po’ di zeste grattugiato. Infine spargo sesamo bianco e nero, che aggiungono un inconfondibile profumo esotico. In questa insalata non può mancare il cicorino o.la rucola, amarognoli al punto giusto.

6 ANNI DELL’OLIO 02

Il mio olio sta per tagliare il traguardo dei 6 anni. Se ripenso alla prima raccolta, mi rendo conto di quanto io abbia imparato. Le condizioni meteorologiche, temperatura, pioggia, umidità, le potature, la luna, tutto incide sulla produzione. Ho imparato anche a riconoscere il periodo della raccolta e ad avere il coraggio di sperimentare le diverse modalità di raccolta, a seconda del clima. Entro poche settimane, forse giorni, arriverà la fatidica data e non posso farmi trovare impreparato. Quante estati a guardare le olive ancora verdi e le chiome, che non fossero in sofferenza per il troppo caldo o la siccità. Quanti autunni, a controllare, ossessivamente, il meteo da Milano, a macinare i 1000 km, per verificare il cambiamento di colore dei frutti, a fissare le nubi nere in cielo, a controllare a terra, che non ne fossero cadute troppe. Quante telefonate e passaparola, per trovare i raccoglitori con le scuotitrici, per fissare la giornata della raccolta, in un periodo super concitato. Quante domande e confronti, per trovare il frantoio giusto per le mie esigenze. E il packaging, la grafica dell’etichetta, quanti conti e verifiche sui costi, per starci dentro. E ora, di nuovo quella tensione che precede la raccolta, per non sbagliare e far venire la squadra inutilmente, la sveglia all’alba e, a fine giornata, la corsa al frantoio, per non perdere il turno di molitura, anche se sono le 2 di notte. E poi l’attesa, interminabile, che precede l’analisi dell’acidità e l’assaggio. Olio evo 02 2018, coming soon.

Info e prenotazioni: sansonichef@gmail.com

DI FRANTOI, QUOTAZIONI E ALTRI MAL DI TESTA

Novembre è alle porte, nonostante il sole e i 24 gradi, il momento della raccolta delle olive si avvicina a grandi passi. Complice la siccità del 2017, è probabile che la raccolta si anticpi a inizio del mese. Si vocifera che i raccolti saranno scarsi e l’olio sarà poco. In alcune zone, le olive sono perfino già cadute, è accaduto in Toscana, ma non solo. Non voglio tirarmi la sfiga addosso, ma i miei alberi sono una favola, carichi come sherpa di frutti polposi, in rapidissima maturazione. Senza azzardare troppo, credo di poter arrivare a raccogliere 70 quintali di olive. Quindi questi giorni, in Alto Salento, li passo in giro per frantoi con Angelo Schiancatelli, il mio Vincent Vega, sul territorio di Puglia. Di ulivi, tecniche di raccolta, maturazione delle olive, molitura e frantoi, Angelo sa proprio tutto. Chiedo la quotazione di acquisto delle olive e i prezzi per la molitura. Sto valutando di vendere una parte del raccolto, se sarà davvero abbondante come penso e spero. Il resto lo trasformerò in olio.

È una fase cruciale di questa attività. Sono giorni concitati, pieni di conti, ricerca di fornitori per il packaging, confronti di quotazioni e prezzi vari, ipotesi, valutazioni, scelte da fare, decisioni da prendere. Sbagliare la raccolta di pochi giorni, equivale a perdere una parte del raccolto. Fare il passo più lungo della gamba, in termini di costi, può significare bruciarsi parte dei proventi e il lavoro di un intero anno. Datemi due o trecento analgesici… Mi scoppia la testa.

TAGLIATELLE E PINTI

La mia ricetta estiva per tagliatelle vegetariane, l’ho preparata con pasta fresca all’uovo, fagiolini “pinti”, una variante autoctona di cornetti lunghi, che coltivo nel mio orto pugliese, olio evo 02 ai fiori di basilico, sale, pepe nero e zeste di limone.

I pinti e la pasta hanno lo stesso tempo di cottura, cosi posso usare la stessa pentola e garanrirmi tagliatelle perfettamente al dente e verdure croccanti e verde brillante. Il tutto va ben condito con l’olio ai fiori di basilico, che ho messo in infusione tempo fa. La freschezza del basilico si combina con il profumo dello zeste di limone grattugiato al momento. Completo il piatto con una mulinata di pepe nero aromatico. Evviva l’estate in Alto Salento!

ALTO SALENTO GIORNI 1 E 2. OLIO 02: STIMA E RACCOLTO

 

I colori dell’inverno in Alto Salento sono incredibili. All’arrivo il cielo era coperto, ma il meteo non minacciava pioggia. Quando vengo in Puglia per i lavori al terreno guardo ossessivamente le previsioni meteo, guardo il cielo, ascolto il vento. Ormai ci siamo la raccolta delle olive è imminente. Rispetto alla stima di novembre, la situazione potrebbe essere cambiata. Una minima parte delle olive potrebbe essere già caduta. Alto Salento giorno 2 dedicato alla ricerca di macchine scuotitrici e squadre di raccoglitori. Per quanto il terreno mi dia sempre grandi soddisfazioni, la gente non sempre si rivela all’altezza, forse per lo stress del periodo di massimo lavoro invernale, in cui si accavallano diversi inpegni. Anche qui vige il motto: chi fa da sè, fa per tre.