CRONACHE DI UN SUCCESSO ANNUNCIATO. ONE NIGHT AL DOMANI SMETTO

Successo annunciato. Annunciato dalla curiosità degli oltre 1000 post sul blog e sulle pagine Facebook, in un solo giorno. Annunciato dalla condivisione degli amici, annunciato dal passaparola. Da uno stop per due chiacchiere al Domani Smetto, lì per lì, nasce l’dea di fare una one night insieme, Marco Di Gennaro e io. Il mio programma era di rientrare a Milano venerdì, quindi programmiamo per mercoledì sera. Sushi? Qui di sushi bar non ce ne sono. Però il tempo per un minimo di battage proprio non c’è. Ecco che martedì sera, sommerso dal riso da sciacquare e preparare, mi sale la consueta ansia da debutto. Il timore che non ci sia abbastanza gente, a ondate, viene spazzato via dai dati di visualizzazioni del post sui social. Altissimi. Ecco, l’ansia vira in panico, mi sento oppresso dalle aspettative della gente, degli amici, di chi mi conosce e di chi ha solo sentito parlare di me, del cuoco milanese con la barba. Mercoledì è una giornata frenetica di preparazione, i roll da stendere, farcire e porzionare, i continui contatti con Marco. I tavoli sono sold out, il tempura… ecco anche la friggitrice da recuperare. Il Domani Smetto non ha cucina, quindi bisogna preparare in anticipo quello che si può e il resto lo faremo al momento, come in un vero sushi bar. Alla fine è andato tutto come nelle aspettative. È stata un’esperienza intensa e vissuta con molta passione. Grazie a Marco che ha creduto in questa follia. 

LA LUNGA NOTTE DELLO CHEF. LA RENA SPECIAL NIGHT

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La Rena special night. Sabato notte dalle 23.30 va in scena la special night per la presentazione di un film. In cucina lo chef Fabbro pronto a scatenare una pioggia di finger food, ostriche & champagne per un selezionato parterre di 100 invitati. L’invito mandato dal patron de La Rena nonché produttore del film, dice che è un menù che “illibidinisce” gli ospiti. Mentre cerco di smettere di ridere istericamente, mi preparo alla one night.

GALATEO DA FINGER FOOD

Come per la stagionalità dei menù e per le modalità con cui si apparecchia una tavola, anche per il food negli eventi esiste un galateo. Esiste un modo corretto e uno meno professionale di progettare e presentare un’offerta di food in un evento.

In un convegno, che duri l’intera giornata, si serve un light lunch, non del finger food. E’ buona regola, in questi casi, provvedere una pranzo seduti, anche se si sceglie l’opzione a buffet. Quanto meno prevedere tavoli d’appoggio, se proprio lo spazio non consente altre soluzioni.

Il finger food si serve a passaggio o si posiziona sul tavolo, preferendo contenitori singoli. la mia preferenza va al servizio a passaggio.

Se gli appetizer sono posti in vassoi o piatti devono essere serviti con appositi attrezzi, pertanto è necessario offrire agli ospiti dei piattini su cui collocare le proprie porzioni.

In caso di lunch a buffet sono sempre necessari almeno dei tavoli di appoggio. E’ quanto mai scomodo tenere in bilico un piatto e un bicchiere di vino nell’altra mano, cercare di assaggiare il pranzo e parlare contemporaneamente con la gente.

Tengo sempre conto di questi 4 semplici principi, che valgono sempre, quando realizzo un’offerta per un cliente. Il nostro lavoro di private chef non si esaurisce nel pensare un menù e cucinarlo. Ma è un valore aggiunto imprescindibile, per il successo di un evento, offrire la giusta modalità di servizio.

 

LUGLIO PUGLIESE. 12 LUGLIO AL LIDO BIANCO DI SPECCHIOLLA.

Il mio luglio sarà più o meno tutto pugliese, salvo chiamate dell’ultima ora. Il mondo della pubblicità si sa che dà poco preavviso. La programmazione è quasi impossibile. Ma siamo sempre pronti.

Di concreto invece un evento programmato per domenica 12 eluglio al Lido Bianco di Specchiolla, nel brindisino. sarà una setata all’insegna di food e DJset.  Quindi, se siete in zona, non mancate! Vi aspettano raw fish &deep house. Merita il posto e credo anche le due serate. Io ci sarò con il mio finger food.

BENTOCOCKTAIL APERITIVO IN “SCATOLA”

Sta diventando una tradizione servire un aperitivo nella scatoletta. Già che siamo in tema di packaging, ho pensato di usarlo in tutti i modi, esponendolo e mettendo in evidenza quanto possa bastare a se stesso. Ne ho voluto esaltare le funzioni. Gli apertivi li servirò in bottigliette monodose, dal vino ai ready to drink, allo champagne, collocati in un frigo da bar con porta di vetro, esposto al centro dello stand. Il menù di finger food prevede muffin salati assortiti con tonno affumicato, con pomodorini o con verdure, rigorosamente servite in scatolette griffate con il logo della manifestazione. Per finire gelatine di frutta double lemnon, uva, tangerine e ananas servite in barattolini con chiusura ermetica.

FINGER FOOD. PROVE TECNICHE DI GRADIMENTO @ZINC MILANO

Piccolo è prezioso. E’ elegante da presentare e semplice da consumare. I colori del prodotto e il supporto su cui sono serviti sono determinanti al pari della qualità delle materie prime utilizzate. In questa sequenza curry di gamberetti con agli essiccato, mousse di carote viola, fagiolini al vapore e crumble di cipolla disidratata, salmone wild su pane nero e creme fraiche, curry con mango chutney