TENUTA02: LA PIANTUMAZIONE DEL POMODORO

E finalmente ci siamo! Arriva il momento di piantare le piantine di pomodoro. Sono andato al vivaio a ritirare le mie 380 piantine di pomodoro fiaschetto. Ho dovuto usare un carrello da traino per trasportare sul terreno i plateau. Da buon cittadino avevo forse un po’ sottovalutato l’entità del lavoro di piantumazione, che mi sono fatto io con le mie mani da cuoco.

TENUTA 02: CAMPO APERTO AL VIA

TENUTA02: la trasformazione da semplice uliveto produttivo ad azienda agricola è avviata. Ho chiaro in mente il mio disegno. Ci vorranno anni per arrivare dove vorrei, ma adesso l’idea sta prendendo forma.

Fase 1: preparazione del terreno, fatta! 

Erano giorni che aspettavo la disponibilità dei macchinari che mi servono e, finalmente, venerdì pomeriggio, dopo una mattinata di pioggia benedetta, con un rostro  è stato rigirato in profondità il terreno, ammorbidito dall’acqua. È stato necessario polverizzate la tufina presente nel terreno, che ora si presenta soffice come un velluto e di un bel color terra. Angelo, amico e consulente in questa impresa, mi ha spiegato che il mio terreno è di ottima qualità e che si percepisce, anche a occhio nudo, che non è un terreno sfruttato. Il che è il secondo buonissimo segno, dopo la pioggia. Abbiamo nutrito la terra con semplice stallatico. Non intendo utilizzare prodotti chimici. Questo è il mio credo. Sto allevando lombrichi come fonte alternativa di nutrimento per la terra. E, in fondo alla proprietà, ho piazzato un piccolo impianto di compost, che verrà utile per concimare. 

Mancano da posizionare una parte dei tubi di irrigazione, che spero di riuscire a fare in un paio di giorni e poi procederò a piantare i plateau di piante: pomodori da salsa, una sorta di piccolo sammarzano, per un campo di circa 400mq. Dato il tipo di prodotto e la sua destinazione, non sarà necessario piantare dei sostegni in bamboo, ma i pomodori possono crescere a terra, il che rende anche più sbrigative le operazioni di raccolta. 

DE RERUM NATURA.

Svolta naturalista, agreste e bucolica, quella che ho deciso di intraprendere. Il terreno in Salento – che dopo quasi 6 anni, una casa restaurata, una veranda costruita, un forno e una griglia – continuo a chiamare il terreno, deve diventare produttivo. Non mi basta più solo la produzione del mio olio 02. Voglio valorizzare ogni cm quadrato dei miei 2 ettari, raccogliere i capperi e le mandorle, produrre confetture dai miei alberi da frutto, ma soprattutto, finalmente, realizzare un campo aperto di pomodori, progetto che mi frulla in testa da in paio di anni. E magari produrre anche diverse varietà di peperoncini. Passerò i prossimi mesi tra San Vito e Milano, in modo da potermi occupare personalmente della gestione del terreno. È una scommessa, al momento non so dire che risultato riuscirò a raccogliere, dato che non intendo aiutare la produzione con pesticidi, diserbanti e chimica varia. Mi limiterò a rigirare il terreno e concimare con semplici azotanti. E intanto il primo passo, cioè il taglio dell’erba, che superava il metro di altezza, è già fatto. E ora, agli dei e al meteo piacendo, si passa alla semina, con un po’ di cultura e info in più, che ho trovato al food innovation summit Seeds&Chips.