ORTO, ULIVETO E FRUTTETO 02

Non ci avrei scommesso, anche se volevo crederci con tutto me stesso. Non ci avrebbero scommesso, pur avendo condiviso consigli e segreti del mestiere, i vecchi che lavorano la campagna e i proprietari degli uliveti e delle terre coltivate nelle contrade limitrofe al mio terreno, in Altosalento. Eppure ci sono riuscito, posso dirlo ora che i giochi sono fatti. Ho realizzato, da solo, due orti super produttivi, pur avendo seminato e piantato con un mese di ritardo, nonostante il caldo e la siccità di questa stagione e, soprattutto, senza l’uso della chimica. In questi 6 anni il mio terreno è stato trattato solo con stallatico e rigirando il terreno. È una terra vergine, non sfruttata, che mi sta ripagando della devozione che le ho tributato. Il prezzo da pagare? Si un prezzo c’è, è l’invasione delle mosche, dovute anche al gran caldo e la perdita di parte della frutta, che non sono riuscito a raccogliere subito. Le decine di chili di prugne e fichi sono stati trasformati in confetture, fagiolini e melanzane, così come le zucche, i cornaletti e le angurie sono state oggetto di baratto, per la spesa quotidiana, quando non utilizzate come materia prima per i miei catering. E poi c’è il pomodoro, destinato alla salsa. E da ultimi i peperoncini, dagli habanero ai Virginia Ripper, che userò per il mio olio 02 al peperoncino.

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2 pensieri su “ORTO, ULIVETO E FRUTTETO 02

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