BARI, LEVANTE. E LA FIERA.

Vuoi passare da Bari e non fare uno stop over alla fiera del Levante? Sabato c’erano la Barba in cucina, il Presidente del Consiglio Renzi, una corte di varie autorità e circa un altro milione di visitatori. Mi è chiaro il dato diffuso, per cui tra ricavi diretti e indotto, la fiera del levante ha generato, in questa 80esima edizione, circa 13mio euro. La manifestazione promuove i contatti tra aziende del mercato del bacino del Mediterraneo e dell’Europa dell’est. Il mio interesse si è concentrato su spezie e oggetti per cucina e arredo della tavola, specialmente etnici, schivando l’allagamento dei padiglioni, mentre fuori imperversava la tempesta perfetta e a Milano si moriva di caldo. C’è qualcosa di stonato in questa cosa. 

NEL FRIGO DEL CUOCO

La scusa (io ho sempre bisogno di una scusa) per parlare di questo argomento me lo ha dato un post della rivista Vanity Fair. Cioè, non è che la legga, me l’hanno girata. I soliti… per riderci su… in realtà c’è un senso a questa cosa.

Tutti noi abbiamo i nostri scheletri. Chi nell’armadio, chi nel frigo. Io sicuramente nel frigo. Credo che sia uno dei posti più intimi della casa, dove teniamo nascosti i nostri gusti, il confort food per i momenti duri, le nostre piccole manie e le abitudini, anche quelle più strane. Io? beh io, per esempio, mangio 5 volte al giorno, che suddivise per i miei 63 kg di peso, fa un metabolismo della madonna, con predilezione per il junk food,specie verso mezzanotte.

Non sono fanatico dei dolci, infatti sono cuoco di salato. Amo i gusti orientali e il piccante. Il sale mi piace, ma opto spesso per il Maldon, per il sale in fiocchi, o affumicato, che dia una spinta in più. E uso il sedano, che fornisce sempre una certa sapidità.

Nel mio frigo non manca mai la verdura di stagione, la cipolla e l’aglio a pioggia. Non le tengo in frigo, ma le erbe aromatiche sono il must. E poi salse varie: senape in tutte le declinazioni, dalla polvere ai grani, soia, aceti e spezie, provenienti da ogni angolo del mondo. Il resto è optional.
E poi c’ė l’olio. Il mio. Che mi produco dal mio uliveto. Quello nuovo pronto a giorni. Non sta in frigo, ma a casa mia è ovunque, pallet in sala incluso. Prenotazioni e informazuoni a fabriziosansoni@tiscali.it

LUI GNOCCO, LEI ZUCCA

Ricetta autunnale doc: gnocchi di patate e zucca con amaretti, pepe nero e noce moscata.

Ingredienti per 4 persone
5 patate medie vecchie lessate o al forno in modo che perdano acqua
1/4 di zucca lessata o al forno
Uova 2 tuorli
Farina 00 qb per rendere  l’impasto elastico
Noce moscata
Pepe nero al mulino
Parmigiano reggiano preferibilmente giovane
Amaretti sbriciolati

Lessate le.patate e la zucca e passatele nello schiacciapatate
Aggiungete noce moscata e pepe garttugiati al momento
Aggiungete le uova e incorporate
Aggiungete circa metà degli amaretti

lavorate l’impasto con un cucchiaio e aggiungete la farina a poco a poco. Quando il composto diventa più solido, trasferirlo sul tavolo e lavorarlo a mano, aggiungendo la farina a poco a poco, finché non diventa elastico. Lasciarlo riposare qualche minuto.

procedere a coppare l’impasto in piccoli panetti, quindi formare dei filoncini da rullare con le mani fino a raggiungere lo spessore desiderato. Tagliare quindi a tocchetti e passare la pasta tra le mani, formando delle palline irregolari.

Mettere in padella, burro, amaretti e ilmix di spezie desiderato. Sciogliere a fuoco lento. nel frattempo cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata. Scolare appena vengono a galla e spadellare nel burro. Trasferire su un piatto di portata e guarnire con altri amaretti ed eventuale parmigiano se gradito.

AZERBAIJAN. FILM PER PADIGLIONE AZERO EXPO2015

Expo2015 è iniziato. Milano è un casino pazzesco, ma si sente l’energia che pulsa, proprio come alla Milano Design Week, da poco trascorsa e a cui ho lavorato per un evento sul packaging, per cui mi hanno confermato per il secondo anno. Con i 10 milioni di biglietti che sono stati venduti, Expo sarà sicuramente un evento di respiro internazionale, secondo me, quello che mancava a Milano. Qui sono nel backstage del film del Padiglione azero a Expo2015. Ho preparato il food per il film che sarà proiettato nel prossimo semestre. Poco si conosce dell’Azerbaijan e della sua cucina, dei profumi e colori delle sue spezie. Mi è piaciuto lavorare a questo progetto, forse perché internazionale. Mi ha risvegliato il mio istinto atavico di viaggiatore.