HOST2017. LO SCOUTING È SERVITO

Andar per fiere, ma la fatica! Ne vogliamo parlare? Dopo la giornata di venerdì a Host in fiera a Milano, in giro per stand e conferenze, la sera sono crollato sul divano alle 11 e, la mattina seguente, sveglio con un bel mal di schiena, da trasporto eccezionale di brochure! Però – c’è un però – massima soddisfazione. Avevo già visitato la scorsa edizione e ne avevo un ricordo positivo, ma avevo fatto una visita più breve e mi ero limitato a selezionare gli espositori dedicati alle forniture di prodotti per eventi, che rappresentano una larga fetta della mia attività, dedicata soprattutto al target aziende. In questa edizione, il mio obiettivo è cambiato e ho concentrato il mio interesse sulle appliance e cucine professionali. Non ho intenzione di aprire il mio ristorante, non al momento, almeno. Ogni tanto ci penso, ma aspetto l’occasione e i soci giusti, che condividano i miei sogni e la mia passione. Però riesco a vivere la stessa sensazione di affrontare (e magari vincere) la sfida di creare un ristorante che funzioni, quando ho la fortuna di seguire una start up o rinnovare menù e procedure per attività già in essere, che magari attraversano una fase di impasse.

Così la giornata mi è volata negli stand di brand come SILKO, FAGOR, MARENO, BEELONIA. Le cucine e le isole, i frigo a cassetti, le brasiere, le piastre e le friggitrici, i forni tecnologici, gli affumicatori e le griglie, il paradiso del balocchi di acciaio e cromo. Se si concretizzeranno alcune opzioni che sembrano profilarsi all’orizzonte, forse proverò l’ebbrezza di acquistare qualcuno di questi gioielli tecnologici.

SIMONE TONDO, UN ITALIANO A PARIGI. DALLA CONFERENZA STAMPA DEI SALONI FRANCESI.

In Triennale, alla Conferenza stampa dei Saloni francesi si è parlato molto di cibo e alimentazione, con un intervento del Professor Calabresi sulla dieta mediterranea e uno sul biologico a cura di Nat Expo. Oltre alla presentazione delle fiere specialistiche francesi del mio settore, tra cui panificazione, innovazione alimentare e packaging, l’intervento per me più interessante e coinvolgente è stato quello di un giovane chef italiano Simone Tondo che ha scelto di lavorare a Parigi. Quando sono stato a Parigi per lo scorso Emballage, mi ero ripromesso (ma senza riuscirci per mancanza di tempo) di cenare al suo gastrobistrot il Roseval, che ha appena chiuso.
Sardo, a 20 anni se ne va a Parigi. Quello che nota di diverso tra Italia e Francia è che i bambini italiani mangiano solo a casa o pasta al pomodoro e pizza. Al contrario i bambini francesi vanno di abitudine al ristorante e mangiano di tutto, anche il piccione! (Condivido a pieno questa considerazione). Se gli si chiede che cucina fa, dice di non saperlo definire. Non fa cucina regionale, utilizza solo prodotti locali, ci mette del suo. L’accoglienza dei clienti è per lui determinante. Il suo ristorante ha 25 coperti e ne cura in modo particolare l’atmosfera. Ritiene che la gente non vada al ristorante per lo chef, ma per fare un’esperienza gourmet, per mangiare bene, in parole povere. (Sono d’accordo anche su questo punto). In attesa che apra il suo nuovo bistrot al Mairais, (a Republique) che si chiamerà Tondo, comincio a cercare un volo per Parigi.