SOTTOVUOTO SHOW A PARIGI

Inizio più o meno col botto, per la fiera All4pack. All’apertura lo stand era completamente senza quadro elettrico. Una certa agitazione aleggiava nell’aria e, in rapida successione, ho scandagliato idee alternative all’uso della corrente elettrica. Non era previsto che cucinassi, ma che utilizzassi alcune appliance invece si. Per fortuna, nel giro di un’ora era tutto sistemato e abbiamo potuto allestire e iniziare con le marinature e i condimenti. Prepareremo diversi appetizers, utilizzando il cibo anche come contenitore di altro cibo. Il sottovuoto è una delle tecniche mediate dal packaging alla cucina, che sarà il filo conduttore di tutte le ricette che realizzeremo, nei 4 giorni di fiera, cercando di spaziare il più possibile tra diverse preparazioni e utilizzando gli ingredienti più disparati.

ALL4PACK CON L’OCCHIO DEL CUOCO. I DISPOSABLE

Professionalmente parlando, Parigi mi sta offrendo molto. Non solo ho curato l’allestimento dello stand dell’Istituto Italiano Imballaggio e ho progettato la comunicazione del messaggio della prevenzione dello spreco del cibo, con il mio linguaggio e la mia cucina. Ma ho anche avuto l’opportunità di visitare la manifestazione, che offre una varietà interessante di fornitori di attrezzature e disposable per catering. La tendenza è senz’altro verso i materiali biodegradabili e compostabili, che da un lato non offrono un’immagine premium, ma che, a mio avviso, ben si sposano con immagine e filosofia green di molti eventi. Nella varietà di disposable in legno, ho visto un fornitore che propone forme inedite anche per l’ortofrutta e le spezie, un fonitore di schiume tecniche per il riempimento di casse, innovative per la protezione del prodotto. i prodotti più innovativi da take away arrivano sempre da fornitori orientali, di cui ho scoperto cestini, contenitori per cibi caldi e vaschette in plastica con chiusura e manici. 

SIMONE TONDO, UN ITALIANO A PARIGI. DALLA CONFERENZA STAMPA DEI SALONI FRANCESI.

In Triennale, alla Conferenza stampa dei Saloni francesi si è parlato molto di cibo e alimentazione, con un intervento del Professor Calabresi sulla dieta mediterranea e uno sul biologico a cura di Nat Expo. Oltre alla presentazione delle fiere specialistiche francesi del mio settore, tra cui panificazione, innovazione alimentare e packaging, l’intervento per me più interessante e coinvolgente è stato quello di un giovane chef italiano Simone Tondo che ha scelto di lavorare a Parigi. Quando sono stato a Parigi per lo scorso Emballage, mi ero ripromesso (ma senza riuscirci per mancanza di tempo) di cenare al suo gastrobistrot il Roseval, che ha appena chiuso.
Sardo, a 20 anni se ne va a Parigi. Quello che nota di diverso tra Italia e Francia è che i bambini italiani mangiano solo a casa o pasta al pomodoro e pizza. Al contrario i bambini francesi vanno di abitudine al ristorante e mangiano di tutto, anche il piccione! (Condivido a pieno questa considerazione). Se gli si chiede che cucina fa, dice di non saperlo definire. Non fa cucina regionale, utilizza solo prodotti locali, ci mette del suo. L’accoglienza dei clienti è per lui determinante. Il suo ristorante ha 25 coperti e ne cura in modo particolare l’atmosfera. Ritiene che la gente non vada al ristorante per lo chef, ma per fare un’esperienza gourmet, per mangiare bene, in parole povere. (Sono d’accordo anche su questo punto). In attesa che apra il suo nuovo bistrot al Mairais, (a Republique) che si chiamerà Tondo, comincio a cercare un volo per Parigi.